Finanziaria: sì al reddito minimo garantito. Critiche dall'opposizione
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Finanziaria: sì al reddito minimo garantito. Critiche dall'opposizione

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato, non senza polemiche, il reddito minimo garantito per le famiglie disagiate siciliane. Il Governo istituirà un Fondo siciliano con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro. Entro i prossimi due mesi saranno definite le modalità di accesso al fondo e di erogazione dell'integrazione al reddito che, comunque, "non può essere superiore ai 400 euro mensili", come recita la norma appena approvata. La legge è stata aprovata per "garantire un reddito minimo alle famiglie che versano in condizioni di disagio socio-economico, qualificabili come povere secondo l'indicatore Istat di povertà assoluta". Contrario Santi Formica (Lista Musumeci) che nel suo intervento ha sottolineato: "Non facciamo passare questa norma come un progetto innovativo. Erano innovativi i cantieri di servizi, e sappiamo come sono andati a finire. Il governo dovrebbe avere il pudore di non presentare, come soluzioni salvifiche, misure che invece non hanno alcuna utilità. Anche in questo caso, siamo di fronte alla 'Finanziaria del nulla' "
E Gino Ioppolo, sempre della Lista Musumeci: "Intanto precisiamo una cosa: questo articolo prevede un'integrazione al reddito, quindi un reddito deve esserci. Ma lo stanziamento è così esiguo da poter rispondere solo allo 0,4% delle famiglie considerate povere secondo l'Istat. La Sicilia non ha bisogno di elemosina, ma di lavoro e sviluppo".

Mentre Giuseppe Digiacomo del Pd ritiene che "il parere della commissione è fondamentale, e quando non si richiede combiniamo disastri. Quando scriviamo che questo fondo viene incrementato con i ribassi d'asta sulle gare per le forniture, ma se lasciamo la norma in questo modo ci mettiamo sul groppone un numero enorme di contenziosi. Va aggiustata". Per Gianfranco Vullo del Pd "questi 15 milioni sono una goccia d'acqua in un oceano, si potevano utilizzare per dar posti di lavoro ai laureati".
Per l'assessore al Lavoro Esther Bonafede "non ci sarà alcuna discrezionalità. L'utilizzo delle risorse sarà non solo opportuno, ma anche guidato. Sono diversi infatti i controlli, che coinvolgono anche i centri per l'impiego che dovranno ad esempio verificare la disoccupazione di lunga durata".

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