Frode da circa 3 milioni di euro all’Unione europea. Rinviate a giudizio 6 persone
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Frode da circa 3 milioni di euro all’Unione europea. Rinviate a giudizio 6 persone

Giungono le precisazioni della Procura della Repubblica di Catania in merito all’indagine Poseidon sull’esistenza di una “cricca” sui progetti finanziati dall’Europa per la valorizzazione della pesca di Acireale e Aci Castello, per un totale di oltre 2 milioni e mezzo di euro.

Il procedimento trae origine da una serie di denunce presentate da privati e aventi ad oggetto varie irregolarità nell’erogazione e destinazione di finanziamenti europei a sostegno del settore peschiero nei Comuni appartenenti al cosiddetto “Patto delle Aci”. Dal 2011 le indagini, condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera e dalla Capitaneria di Porto di Catania su delega della Procura, si sono focalizzate sul Patto Integrato Territoriale denominato PIT 30 (bando POR Sicilia 2000-2006) pubblicato nel 2004 nell’ambito del quale è stata accertata l’erogazione di finanziamenti per circa 2,6 milioni di euro in favore dei Comuni di Acireale e Aci Castello, quali Enti capofila delle Associazioni Temporanee di Scopo “Poseidon” “Hermes” e “Nettuno”, appositamente costituite per la realizzazione di progetti.

Questi riguardavano il sostegno del settore della pesca nei Comuni interessati, in particolare la creazione di un marchio di qualità del pescato. Gli inquirenti, dopo due anni di indagini, hanno accertato che i contributi sono stati ottenuti mediante un meccanismo costante di frode che, tra le altre condotte, prevedeva l’affidamento degli incarichi a soggetti privi dei requisiti professionali, la mancata giustificazione documentale delle spese, l’omessa presentazione del DURC, nonché gli omessi controlli degli Enti capofila sull’avanzamento dei progetti e sulla regolarità della documentazione giustificativa. Le indagini si sono concluse nell’aprile del 2013 con il deposito della comunicazione di notizia di reato a seguito della quale la Procura ha proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati di nove soggetti per i quali emergevano ipotesi di reato e a cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in tempi brevi, per evitare il decorso dei termini di prescrizione.

Dopo gli interrogatori di garanzia è stata avanzata richiesta di archiviazione nei confronti di Stefania Massimino e Antonino Moschitto mentre per gli altri sette indagati è stata presentata richiesta di rinvio a giudizio per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno della Comunità Europea e della Regione Sicilia. Il Gip ne ha accolte 6 nell’udienza del 9 giugno scorso. Nei confronti di Gaetano Leotta imputato per il reato associativo e per concorso nei fatti concernenti il comune di Acireale, è stata contestualmente pronunciata in sede di giudizio abbreviato sentenza di assoluzione.

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