Frosinone-Catania 1-0: allarme rosso
Cani, trecento secondi per rimediare un rosso

Frosinone-Catania 1-0: allarme rosso

Il Catania esce sconfitto dal “Matusa” di misura, nel risultato, contro una compagine tosta ed assai organizzata, che non può contare su tante individualità ma che fa dell’idea di collettivo la ricetta vincente. E con un tecnico, Stellone,che non è un fine stratega ma un ottimo motivatore. La sconfitta, però, è più grave e rotonda del risultato maturato al termine dei novanta minuti di gioco. Per il passo indietro compiuto rispetto alle uscite precedenti, anzitutto, e perché ha messo in luce alcuni aspetti sui quali tecnico e Società dovranno quanto primaporre rimedio. Tenuta atletica e di concentrazione, fattore disciplinare ed infermeria.


Poche novità rispetto alla viglia in casa Catania, considerate le poche alternative delle quali può disporre Sannino che deve far fronte ad una vera emergenza dal centrocampo in giù. Con Gyomber e Monzon squalificati, c’è spazio per Sauro e Capuano a terzino sinistro. A centrocampo rientrano Calello e Chrapek, col primo impegnato dall’avvio. Leto titolare, costringe Rosina a giocare in mediana.
Contro il Catania, Stellone rinuncia al turnover e si affida all’undici migliore disposto attraverso un solido 4-4-2. In avanti, la coppia Dionisi-Ciofani.


Catania (4-3-3): 25 Anania; 2 Peruzzi, 3 Spolli (71' Garufi),15 Sauro, 34 Capuano (51' Chrapek); 16 Calello, 10 Rosina,6 Martinho; 11 Leto (67' Cani), 9 Calaiò,19 Castro.
A disposizione: 12Ficara, 7 Marcelinho, 8 Escalante, 28 Parisi, 29 Aveni, 30 Di Grazia.
All. Sannino

Frosinone (4-4-2): 1Zappino; 2 Zanon (77' Carlini), 4 Russo, 6Blanchard, 3 Crivello; 17 Paganini, 5 Gori (77' Gessa), 8 Gucher, 10 Soddimo; D9 . Ciofani, 18 Dionisi (83' Altobelli).
A disposizione: 22 Pigliacelli, 11 Curiale, 13 M. Ciofani, 21 Bertoncini, 23 Schiavi, 26 Masucci.
All. Stellone

Arbitro: Daniele Chiffi
Assistenti: Tarcisio- Villa

Reti: 81' Paganini (F)

Recupero: 0' + 5'

Ammoniti: Peruzzi, Castro, Martinho, Calello (C); Zanon, Ciofani, Gucher, Paganini, Altobelli (F)

Espulsi: Cani (C) al 73'




La prima frazione di gara è essenzialmente equilibrata. Ai ciociari il possesso palla, del Catania gli unici due tiri nello specchio. Ad opera di Castro e Leto, gli osservati speciali che ancora una volta, al termine dei novanta di gioco, deluderanno le aspettative di tifosi rossazzurri e degli addetti ai lavori.
La gara è molto fisica, maschia, così come l’aveva pensata e studiata Stellone, che sapeva di dover colmare il gap tecnico che separa i suoi dalla compagine etnea con l’aggressività. Ci riuscirà benissimo.
Al primo minuto di gioco, uno schema su calcio d’angolo porta al tiro Soddimo ma la conclusione si spegne di poco a lato. Poco dopo è invece Martinho a calciare sopra la traversa dal vertice destro dell’area di rigore avversaria. C’è spazio per le due conclusioni del Catania nello specchio ed altrettante, fuori misura, per il Frosinone ad opera di Paganini. Tre i cartellini gialli per gli etnei nel corso dei primi quarantacinque minuti: due di frustrazione, uno per un tocco di mano.
La ripresa fa registrare in avvio due occasioni per parte. Prima è Soddimo a calciare dal limite dell’area di rigore rossazzurra (traiettoria deviata in corner), poi è il Catania a sciupare una ghiottissima occasione in contropiede, con Castro e Calaiò, contrastati dal solo difensore Russo, che non riescono a capitalizzare. Poco dopo, Capuano si strappa e chiede il cambio alla panchina: è l’ennesimo infortunio muscolare in casa etnea. Lo sostituisce Chrapek che si colloca in mediana, costringendo Martinho ad abbassarsi lungo linea dei difensori, a terzino sinistro. Dieci minuti più tardi (siamo al minuto 71), Spolli abbandona il campo claudicante per Garufi. Per il giovane Primavera rossazzurro è la seconda presenza in campionato; per il Catania il secondo cambio forzato che impone un rimaneggiamento ni ruoli, giacchè il centrocampista classe ’95 fa coppia con Sauro a centrale difensivo.
Ma la vera tegola, per Sannino, non tarda ad arrivare. E si materializza appena due minuti più tardi, quando Çani, subentrato ad un evanescente Leto trecento secondi prima, si fa espellere per fallo di reazione su Gori. Un decisione particolarmente severa, forse, ma è sciocca la reazione dell’albanese sotto gli occhi del direttore di gara.
Stellone adesso ci crede e passa ad un atteggiamento più offensivo che mette subito alle corde un incerottato Catania. Prima è Anania a sventare il pericolo sull’incornata dall’altezza del dischetto da parte Paganini, poi nulla può sul colpo di testa ravvicinato dello stesso centrocampista gialloblù. Una volta in vantaggio, il Frosinone si riorganizza, ritorna al più compatto 4-4-2 e gestisce la gara senza particolari affanni sino al triplice fischio. Per il Catania, ormai spuntato e sfiancato nel fisico e nel morale, solo un confuso ma sterile forcing finale.


La prima sconfitta stagionale della gestione Sannino ha messo in evidenza alcuni importanti aspetti critici della squadra etnea. Che sembra percorrere gli stessi passi della terribile trascorsa stagione, con gli stessi interpreti criticati lo scorso anno, sulla graticola oggi. Non è un caso, dunque, che a godere della massima fiducia da parte dei tifosi siano in particolare gli ultimi arrivati. Calaiò. Rosina, Sannino. Proprio in quest’ultimo sono riposte tutte le speranze degli sportivi etnei, giacchè il neo tecnico ha saputo dimostrare di non mandarle a dire. Pane pane, vino vino, insomma. Niente alibi, ma una rosa incompleta per una compagine che ambisce a posizioni da vertice edun rapporto, quello tra Società e tifosi, da ricucire. Iniziando dalla gestione della settimana a Torre del Grifo.
Certo è che Sanninoavrà ancora tanto da lavorare. Sull’aspetto psicologico, prima che tattico. Perché è impensabile che giocatori che hanno calcato terreni di gioco certamente più prestigiosi del “Matusa” possano lasciarsi trascinare nella bagarre. Ed è impensabile che gli stessi, allo “Scida” o al “Piola” possano avere cali di concentrazione che nemmeno in Lega Pro.
La deficitaria posizione in classifica, da sola, basterebbe per fotografare il periodo nero dei rossazzurri. A supporto, poi, ci sono i numeri, impietosi, a raccontarci il disastroso avvio di stagione. La precaria tenuta difensiva (con dieci gol al passivo, il Catania è la sesta difesa più battuta del torneo), il calo fisico e di concentrazione nell’ultimo quarto di gara (metà delle reti totali sono state incassate dal 75' al 90') e la situazione disciplinare, che vede il Catania primeggiare in cadetteria in fatto di cartellini gialli (30 in tutto) e rossi (4, a pari merito col Frosinone).
A questo si somma il dato relativo al numero di infortunati, una costante che accompagna i rossazzurri già dalla scorsa stagione (per questo motivo non cisentiamo di poter attribuire al Professor Ventrone specifiche responsabilità) che può trovare risposta, probabilmente, solo nella malasorte. Oppure, nella improvvisazione che ha caratterizzato buona parte della preparazione delle due stagioni in questione.

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