Gela referendum, non raggiunto il quorum ma speraze ancora vive
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Gela referendum, non raggiunto il quorum ma speraze ancora vive

Forse per Gela non è completamente sfumato il sogno di lasciare la provincia di Caltanissetta e di aderire al libero consorzio di comuni di Catania, con l'ambizione di divenire "comune capofila" della zona sud del territorio provinciale etneo.

Il comitato organizzatore del referendum confermativo, svoltosi ieri, ha presentato ricorso all'assessorato regionale agli enti locali, avverso l'obbligatorietà del superamento del quorum per la validità della consultazione elettorale.

Proprio la insufficiente affluenza alle urne, pari al 36,14% (molto al di sotto del richiesto 50%+1 degli aventi diritto al voto) ha reso nulla la votazione referendaria che aveva sancito il successo plebiscitario dei Sì alla provincia di Catania con il 99,2% dei consensi. Alla chiusura dei 71 seggi della città hanno votato solo 23.725 elettori pari al 36,14% degli aventi diritto che erano quasi 68 mila persone

Per i ricorrenti, "il risultato elettorale è valido - dice il presidente, Filippo Franzone - perché il referendum di tipo confermativo, previsto dalla legge regionale n.8 del 2014 (sulla riforma delle province, ndr) non contempla il superamento del quorum". E aggiunge: "Lo prevede, purtroppo, l'unico tipo di referendum, quello consultivo, contemplato dal regolamento comunale di Gela".

"Questa vacatio normativa - per i ricorrenti - non può però penalizzare la volontà popolare fino ad annullarla, così ci rivolgeremo, se necessario, anche al Tar". Per il comitato organizzatore del referendum, domenica scorsa, i "gelesi hanno preso una decisione storica: vanno via da Caltanissetta per entrare con il Consorzio di Catania".

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