Grande successo ad Acireale per "Amo Tour"

Grande successo ad Acireale per "Amo Tour"

Venerdì e Sabato al Palasport di Acireale ha fatto tappa "Amo Tour" di Renato Zero, prodotto da F&P Group e organizzato da Giuseppe Rapisarda Management, uno spettacolo straordinario che ha visto per due sere il Palasport gremito in ogni ordine di posto da fans da ogni parte della Sicilia che hanno cantato e acclamato il loro beniamino.

UNo degli striscioni dei fans di Renato

UNo degli striscioni dei fans di Renato



Tre ore e mezza di spettacolo, la band composta da Lele Melotti (batteria), Paolo Costa (basso), Rosario Iermano (percussioni), Giorgio Cocilovo e Phil Palmer (chitarre), Danilo Madonia (tastiere),Bruno Giordana (tastiere e sax), Stefano Senesi (pianoforte), l’Orchestra degli Amorini, formata da 33 professori d’orchestra diretti dal M° Renato Serio, e il Corpo di Ballo, costituito da 12 ballerini. Sono i numeri che non molti artisti in Italia possono permettersi, Renato può.
Il Palasport prima dell'inizio dello spettacolo

Il Palasport prima dell'inizio dello spettacolo


La sua non è una tournée, è un atto d’amore che si ripete ogni sera con i suoi fedelissimi sorcini. Al punto che lo spettacolo comincia prima ancora che il candido sipario sovrastato dalla ceralacca rossa con la scritta Amo, si apra.

Da un lato, quasi in disparte, l’ombra di un fanciullo narra, in una preghiera, le memorie e i ricordi di un recente passato, un passato biografico sofferto ma, proprio per questo, amato e, infine, riscattato dal sereno presente: «Da grande, vorrei diventare Renato Zero…

Quando le luci si accendono sul palco, in platea e sugli spalti esplode la festa. Applausi a scena aperta e Renato, voce e piano, ricambia con un medley da incorniciare! La favola mia, Niente trucco stasera, Amico, Più su, Cercami, Marciapiedi, Nei giardini che nessuno sa, Uomo no e Arrendermi mai: basterebbe uno solo di questi pezzi per costruire la carriera di successo di un qualsiasi artista. Renato li mette in fila uno dietro l’altro, come le perle di una collana.

Lo spettacolo è degno di una grande produzione ma la differenza non la fanno i lustrini e i balletti. La differenza è data dal talento e dalla professionalità, ma soprattutto come ammette a fine serata il diretto interessato dalla purezza che da sempre lo contraddistingue in quello che fa.

Se proprio vogliamo trovare qualcosa che non c'è piaciuto nello spettacolo sono i troppi sermoni alla "Celentano" che Renato di tanto in tanto ha tirato fuori, ma è solo una impressione personale, perché i fans, una rappresentanza di almeno tre generazioni , hanno apprezzato anche quelli.
Tre generazioni di fans tutti molto tecnologici

Tre generazioni di fan tutti molto tecologici


Un concerto che gioca un po’ con l’amarcord ma guarda avanti, impreziosito dalle anteprime del nuovo Album Amo – Capitolo II, Nessuno tocchi l’Amore e Il principe dell’eccentricità.

Dopo oltre tre ore di concerto il bianco sipario è calato e il fanciullo, ormai cresciuto, ha chiuso la favola. Ma il saluto che Renato ha preparato è all'insegna della tradizione con Il Carrozzone che suscita grande commozione e applausi con i nomi di grandi artisti scomparsi che passano nel grande schermo mimetizzato da specchio che sovrasta il palco. Spazio anche alla dance per un Palasport che si trasforma in una grande discoteca per la versione Dj di "Madame" con Renato naturalmente alla console.

Il grande finale non poteva non essere "Il Cielo" che da sempre è il suo cavallo di battaglia e il pezzo che più rappresenta l’immensità di Renato.

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