HABEMUS PAPAM, ECCO FRANCESCO
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HABEMUS PAPAM, ECCO FRANCESCO

«Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo...ma siamo qui».

Sono queste le prime parole del primo Papa Francesco della Chiesa cattolica. Jorge Mario Bergoglio, argentino, 76 anni, gesuita, 266 esimo Pontefice, è anche il primo sudamericano.

La fumata bianca che alle 19:06 ha annunciato al mondo la sua elezione è arrivata alla quinta votazione, nella seconda giornata del Conclave. Uno scrutinio in più di quanto richiesto, otto anni fa, per l'elezione di Benedetto XVI.

Cardinale e arcivescovo di Buenos Aires, è un gesuita, ma ha scelto il nome di San Francesco, fondatore dell’ordine dei Francescani, il santo dei poveri, dei mendicanti, colui che chiese di seguire “nudi” il Cristo “nudo”, senza denari. Francesco I è il primo papa che arriva dall’America Latina, il primo a scegliere il nome del Santo Patrono d’Italia, il primo papa gesuita, il 266° della storia della Chiesa. Tra i favoriti già nel conclave del 2005, in quell’occasione prese meno voti solo di Joseph Ratzinger. Gode di una lunga esperienza pastorale che, secondo molti, dovrà essere una caratteristica fondamentale per il nuovo Papa. Bergoglio si sente a suo agio a tenere un basso profilo, e il suo stile personale è l’antitesi dello splendore vaticano. Considerato un moderato dalla mente aperta, le sue posizioni dottrinali e spirituali rimangono tuttavia sulla linea conservatrice già tracciata da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Nato in una famiglia di origine piemontese a Buenos Aires il 13 dicembre 1936, ha studiato prima come tecnico chimico, entrando solo in seguito in seminario. Nel 1958 entra come novizio della Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires fino a laurearsi in filosofia. Dal 1964 ha insegnato per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires: il 13 dicembre 1969 viene nominato sacerdote.

Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a Provinciale dell’Argentina è stato rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel e, nel 1986 ha completato il dottorato in Germania, tornando in Argentina a Córdoba, dove è diventato direttore spirituale e confessore della locale chiesa della Compagnia di Gesù. Il 20 maggio 1992 è nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca, passando nel 1997 ad arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Fu Giovanni Paolo II a nominarlo cardinale il 21 febbraio 2001 con il titolo di San Roberto Bellarmino, passando a capo della Conferenza Episcopale Argentina dal 2005 al 2011.

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