Il CSM ha deciso: Messineo rimarrà a Palermo
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Il CSM ha deciso: Messineo rimarrà a Palermo

Non sarà trasferito il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, anche se emergono criticità nella sua gestione della procura. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha archiviato la pratica di trasferimento d'ufficio aperta a suo carico, approvando con 17 voti a favore, i voti contrari dei togati di Area e dell'indipendente Aniello Nappi e l'astensione del vicepresidente Michele Vietti e dei vertici della Cassazione la delibera della prima commissione.

Delibera che, pur non rilevando, a conclusione di una lunga istruttoria, gli estremi per il trasferimento d'ufficio, sottolinea comunque l'esistenza di difficoltà nella gestione della procura, soprattutto dovute all'incapacità di Messineo di comporre i contrasti all'interno della stessa, e dispone la trasmissione degli atti alla quinta commissione, competente per gli incarichi direttivi, che potrebbe tenerne conto nel caso in cui Messineo dovesse partecipare a concorsi per posizioni di vertice.

"Gli elementi emersi dagli accertamenti disposti", insieme con "le delucidazioni offerte nella sua audizione" si legge nella la delibera approvata, "inducono a ritenere che Messineo non abbia perso la capacita' di esercitare con piena indipendenza e imparzialità le funzioni di Procuratore della Repubblica di Palermo, e che quindi non vi siano i presupposti per un trasferimento". Tuttavia il quadro sembra "attestare che il dottor Messineo non e' pienamente riuscito a esserne elemento di coesione" . In particolare i "contrasti che attraversano la procura palermitana soprattutto quando ha preso avvio il procedimento della cosiddetta trattativa Stato-mafia" denunciano "più di una difficoltà di Messineo a tenere unita la procura e fare squadra intorno a se'".

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