Il Catania cade anche a Milano

Il Catania cade anche a Milano

Alla fine basta un tiro forte quanto svogliato e preciso di Montolivo per mettere K.O un buon Catania, gagliardo dalla difesa al centrocampo ma poco famelico sotto porta. I rossazzurri sempre più ultimi a -8 dalla quartultima posizione.

Chissà che cosa ci si attendesse da questa domenica serale di inizio aprile. Da questo Catania fanalino di coda, lì, quasi in attesa supplichevole di veder tagliato definitivamente il filo che la tiene sadicamente sospesa tra la A e la B. Ci si attendeva un impeto d'orgoglio e di dignità che dopo i primi minuti, quando il Milan palesava tutti i suoi limiti tattici stagionali, si trasformava in un'inaspettata possibilità di risultato positivo.

Il Catania del neo mister Pellegrino è sceso in campo con quella grinta che tutti speravano. Con la rabbia di chi vuole almeno salvare la faccia. Almeno per buona parte della gara. Soprattutto nei primissimi minuti del primo tempo, quando i rossazzurri hanno iniziato a mettere a dura prova la squadra di Seedorf. Al '9 e al '13 due grandi occasionissime per Barrientos: prima un diagonale maligno e poi un gran tiro a giro spedito in corner da Abbiati.
Ma poi ecco che quell'insensata speranza si spegne. Basta un tiro da 33 metri di Montolivo che si infila dietro un non precisissimo Andujar. 1-0. Ed è un film già visto. Il Milan non fa nulla di più per incrementare il vantaggio, il Catania nulla di più per rientrare in partita. Milan-Catania è la partita dell'insufficienza di due squadre che non hanno più molto da dire.

Nel secondo tempo gli sbadigli vengono intercalati da qualche folata di Taraabt e dalle punizioni di Balotelli che prova in tutti i modi la rete. Il Catania prova ad impensierire i rossoneri con qualche buona trama offensiva ma senza pungere mai davvero. Tranne quando Lodi, su punizione, impegna Abbiati ad un super volo all'incrocio. Nient'altro. Solo infine il rosso a Rinaudo per doppia ammonizione.

Al Catania va riconosciuto il tentativo, a tratti riuscito, di giocare con la mente il più possibile libera da fantasmi. E in questo si vede già l'azione del mister Pellegrino. Ma francamente, con squadre come Chievo, Bologna e Sassuolo che stanno dando l'anima per potersi salvare, tutto sembra sempre poco e in difetto.

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