Il canto ammaliatore della regressione dalle prostitute romane alla secessione di Crimea

Il canto ammaliatore della regressione dalle prostitute romane alla secessione di Crimea

La regressione è definita da Freud come un meccanismo di difesa che il nostro inconscio utilizza nei momenti di stress della realtà che si vive Parliamo di regressione infantile: la psiche mette in atto questa strategia, di ritornare indietro nel tempo per proteggere dalla sofferenza del momento.

Potremmo spiegare sotto questo riflettore il via vai di uomini verso l’alloggio delle due prostitute giovani. Ma prima di approfondire l’argomento mi tocca al solito la patetica analisi sulla comunicazione fallace dei mass media

Innanzitutto sui titoloni che in questi giorni leggiamo: “Baby Prostitute”. In primo luogo a 16 anni non si è baby. Bambine si è dai 13 anni in giù. Se viene usato il termine baby allora non pensate che si dovrebbe parlare di pedofilia? Ma nessuno ne ha fatto cenno.

A seguire altra fallace interpretazione della notizia. Si sottolinea che non sia ritenuto grave il favorire la prostituzione, con gli annessi dello sfruttamento, bensì il fatto che le prostitute siano ancora per legge ritenute minorenni. Mi chiedo quale sia la differenza fra una ragazza di 16 anni ed una di 18 anni e tre giorni. Cosa cambia soprattutto nell’universo femminile? Già nei maschi potrebbe esserci differenza. E soprattutto che la maggior parte delle prostitute straniere minorenni lo sono. Quindi dove sarebbe la novità? O continuiamo a fare due pesi e due misure. Qual è lo scandalo? Che sono figlie di quest’Italia?

Mi capitò una volta, mentre svolgevo una campagna sociale contro le gravidanze indesiderate, i facili aborti e l’abuso della pillola del giorno dopo, chiedendo la collaborazione agli operatori di un consultorio (che non mi diedero), che l’assistente sociale si giustificò dicendomi che il fenomeno non era preoccupante anzi era in calo fra le italiane ed era in crescita solo fra le polacche e rumene! Si sa che per svolgere questo mestiere (ma lo accosterei più ad uno sport estremo) ci vuole il fisic du roll che solo un corpo giovane possiede.

Si potrebbe continuare a smontare questa real fiction evidenziando ad esempio come i giornali abbiano creato il binomio classico fra la buona pentita e l’indomita impenitente. E sono convinto che i clienti fra le due preferivano la buona pentita.

La prima importante riforma che si dovrebbe fare è quella dei mass media: loro insieme ai mafiosi dovrebbero iniziare un processo di pentimento

Gli uomini hanno avuto sempre nei secoli le favorite e le amanti e non sempre ne avevano l’esclusiva. In Italia questo fenomeno era in voga fino alla chiusura delle case chiuse con la famigerata legge Merlin.

Prima ci si giustificava per la morale bigotta che separava il sesso dalla famiglia. Oggi, nella libertà massima dei costumi, si fa fatica a concepire ancora la prostituzione soprattutto se i fruitori sono uomini belli e di successo sposati con belle donne, emancipate e libere e si fa ancora più fatica pensare che queste ultime neghino qualcosa in fatto di eros ai coniugi.

La guerra di genere (maschio-femmina) che oramai si combatte apertamente in società, sta producendo risposte aberranti come l’omofobia e il femminicidio, che sono due facce della stessa medaglia. Questa guerra è nata paradossalmente dal voler portare forzatamente il genere umano verso il mito dell’androginia confondendo o mescolando termini come uguaglianza e parità che non sono sinonimi.

Le donne e gli uomini sono compatibili ma biologicamente diversi per fortuna del genere umano.

I maschi non violenti (ma anche le femmine non dimentichiamo i toy boy!) che non riescono a sostenere lo stress di questa guerra regrediscono e si rifugiano in donne più giovani e quindi più facili da gestire e a scanso di equivoci pagano perché, si sa, le donne dopo un po’ si trasformano in tutor. Quando anche l’amante ti chiede di alzare la tavoletta del wc allora capisci che si trasformando in un’altra moglie ed è meglio chiudere. Invece con le baby squillo ritrovano il senso di libertà adolescenziale, complici anche le droghe. La beffa è che questi uomini regrediti e drogati sono a volte quelli che si trovano a fare scelte importanti per tutti. E sinceramente mi vengono i brividi a pensare che la mia vita da cittadino italiano è nelle mani di individui così. Loro dovrebbero essere i primi ad essere aiutati ma non dai consultori citati prima.

I giovani protagonisti-vittime, cresciuti in questo ventennio maleducato e strafottente di tutti i valori umani e sociali, assillati ed assediati dagli oggetti status symbol, insoddisfatti per via dello status di povertà delle loro famiglie che non riescono ad esaudire le loro richieste, se sono maschi spacciano se sono femmine si prostituiscono.

Quindi non dovremmo stupirci se fra qualche anno il nostro Paese, senza un cambiamento sostanziale, diventasse come Cuba o Santo Domingo dove la fonte primaria economica sarebbe sì il turismo ma quello sessuale.

Il moto ondoso della regressione non colpisce solo l’individuo ma anche la massa.Quello che sta succedendo in Crimea ne è un esempio.

La democrazia e la libertà funzionano se il sistema economico funziona altrimenti il popolo preferisce le dittature dove almeno il salario minimo è garantito. Poi anche in questo caso non possiamo credere che quello che sta succedendo sia spuntato all’improvviso dopo lo scandalo delle intercettazioni globali da parte degli U.S.A.

Ma si sa i potenti della terra continuano indisturbati la loro piacevole partita a scacchi, peccato che la parte dei pedoni la fanno fare sempre al popolo. Il popolo Italiano ci ha provato a regredire come gli abitanti della Crimea. A vivere sotto la dittatura di un padrone pur di avere un milione di salari garantiti ma è stato sfortunato, perché il dittatore li ha ingannati e delusi, come un padre che fugge con una baby prostituta. Li ha abbandonati a sé stessi così il figlio maggiore seppur giovane (e ne ammiriamo il coraggio) ha dovuto alzarsi la maniche e darsi da fare per mantenere la famiglia Italia. Vedremo se mostrerà più giudizio del padre debosciato.

Giuseppe Lissandrello Psicologo, Psicoterapeuta, Critico esistenziale

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