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Inaugurato anno giudiziario in Sicilia: "stop all'antimafia della retorica"

"La mafia è stata colpita duramente ma non è stata battuta e non deve essere superata da altre emergenze". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, all'inaugurazione dell'anno giudiziario, al palazzo di giustizia di Palermo. Il controllo di Cosa nostra, il caso Saguto, i reati contro la pubblica amministrazione: sono questi i nodi centrali della relazione del presidente della Corte d'Appello dio Palermo Gioacchino Natoli, che presiede la cerimonia. Nell'aula magna del Palazzo di Giustizia sono presenti anche il presidente della Regione Rosario Crocetta, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone.

"Se le criticità emerse dai controlli seguiti alle vicende legate all'inchiesta sulla sezione misure di prevenzione di Palermo dovessero essere confermate, occorrerebbe riflettere sulla sorveglianza esercitata dalla dirigenza locale e dal consiglio giudiziario". Parte dal caso Saguto, l'ex presidente delle misure di prevenzione indagata per corruzione, l'intervento di Natoli. Il magistrato ha inoltre affermato che "la prevenzione di certi episodi parte dai controlli a cominciare dalla valutazione della professionalità", ammettendo che nella gestione della sezione c'erano "criticità e inefficienze nella durata dei procedimenti, nell'organizzazione e nella distribuzione degli incarichi".

Natoli fa il punto sul controllo del territorio da parte della mafia: "Cosa nostra - dice - continua ad esercitare il suo diffuso, penetrante e violento controllo sulle attività economiche, imprenditoriali e sociali del territorio, anche se il dato statistico registra un decremento pari al 10 per cento del fenomeno rispetto al precedente periodo di tempo preso in considerazione". Preoccupanti i dati sui reati contro la pubblica amministrazione, passati da 2.853 a 3.561 con un aumento percentuale del 25 per cento. La maggior rilevanza hanno i reati di peculato passati da 100 a 142. "La diffusione capillare dei fenomeni corruttivi nell'ambito della pubblica amministrazione non ha risparmiato alcun settore pubblico", commenta Natoli.

A prendere la parola è anche il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, che punta il dito sull'antimafia di facciata: "C'è stata forse una certa rincorsa all'attribuzione del carattere di antimafia, all'autoattribuzione o alla reciproca attribuzione di patenti di antimafiosità a persone, gruppi e fenomeni che con l'antimafia nulla avevano e hanno a che vedere. Rincorsa che è servita anche a tentare di crearsi aree di intoccabilità, o magari a riscuotere consensi, a guadagnare posizioni, anche a fare affari; ed a bollare come inaccettabili eventuali dissensi o opinioni diverse. E, spiace registrarlo, a questa rincorsa non si è sottratta quasi nessuna categoria sociale e, pur con tutte le cautele del caso derivanti dal rispetto per alcune indagini ancora in corso, forse neanche qualche magistrato". Per il procuratore, recentemente confermato alla guida della procura dal Consiglio di Stato, "Antimafia è e significa rispettare le leggi e fare il proprio dovere; gran parte del resto è sovrastruttura, che è servita a costituire categorie di presunti intoccabili, così rischiando di vanificare l'opera talora pioneristica e sicuramente coraggiosa di chi l'antimafia l'ha fatta veramente".

Catania: impennata migranti e carichi di lavoro. "Il cittadino extracomunitario può oggi ottenere la protezione internazionale mediante il riconoscimento dello status di rifugiato ovvero mediante lo status di protezione sussidiaria E' stato definitivamente chiarito che per domanda di asilo deve intendersi non già un diritto autonomo e diverso da quelli di cui sopra, bensi' "la domanda diretta ad ottenere lo status di rifugiato o lo status di protezione umanitaria": cosi' il presidente facente funzioni della Corte d'Appello,

Carolina Tafuri nel corso della relazione annuale, sottolineando forte aumento del carico di lavoro a causa dell'incremento degli sbarchi. La produttività della prima sezione civile del Tribunale di Catania è stata al riguardo assai elevata, essendo stati definiti 452 procedimenti. Anche gli altri Tribunali del distretto fanno risaltare un notevole aumento del carico di lavoro a seguito dei fenomeni di sbarchi di extracomunicari.

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