L’amore liquefatto, coppie al tempo di Facebook
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L’amore liquefatto, coppie al tempo di Facebook

C’era una volta l’Amore e forse c’è ancora. Amore: quel sentimento pazzo che fa impazzire il mondo, che muove ogni cosa, che ospita farfalle nello stomaco, che ci fa vibrare come una corda di violino e, qualche volta, bagnare gli occhi.

C’era una volta l’amore, prima dei social network, quello romantico che si ispirava alle favole dove principi e principesse ci raccontavano storie d’amore e poi ci lasciavano quasi sempre con un “vissero felici e contenti”; un tempo in cui ad Orfeo bastava solo cantare per la sua Euridice, a Penelope pensare a Ulisse. E poi c’eravamo noi: esseri mortali e imperfetti. Allora il corteggiamento prevedeva le più strampalate e toccanti serenate; fiori di ogni tipo, soprattutto rose rosse; infinite lettere a volte non corrisposte. Sguardi, sospiri e parole ci rendevano reali e con feed-back immediati. Niente aforismi, solo musica e poesia per gli innamorati di un tempo; così, anche “Jovanotti”, ci ha ricordato l’importanza del corteggiamento con la sua Serenata rap

E adesso dimenticate quanto è stato detto insieme alle scarpe di Cenerentola e via dicendo. Dunque, comprate scarpe e cuore nuovo e benvenuti nell’era dell’amore piatto su piattaforma, dove non esiste la stretta di mano, ma la richiesta d’amicizia; dove baci, abbracci e carezze lasciano spazio a notifiche, commenti e foto; e, link dopo link, ci si riduce ad un like?

Intanto accade a Catania che un uomo e una donna navigando tra un social e un altro, per un fortuito caso o destino, si imbattono e si piacciono ed eccoli approdati in terra ferma, o cosidetta realtà, dove svelato ogni segreto può esserci solo un continuo o un addio ma, per Angelica è stato un continuo e un crescendo, della serie tutto è possibile anche su Internet.

Poi c’è Sergio che ci racconta della sua esperienza in rete, non c’è fuso orario o luogo diverso per chi è abituato a frequentare la stessa piazza, dove persone che forse mai si incontreranno fuori per via di tempistiche e luoghi differenti, d’un tratto eccoli insieme nel posto giusto al momento giusto pronti ad una eventuale amicizia/amore.

E ancora dalla Catania frenetica e sempre più impegnata, Giuseppe l’ennesimo lavoratore con poca vita sociale racconta che quando uscire di casa diventa un’impresa difficile, la rete diventa l’appuntamento facile e sicuro dove non c’è lista, fila,o vestito perfetto ma, si può restare comodi nel proprio divano, in pigiama, pantofole e allegria.

Infine c’è Elisa che paragona i social network a dei mondi paralleli dove alcune persone smettono di essere se stesse per essere qualcun altro, forse più bello o più simpatico; sembra tutto perfetto e sincronizzato ma, quali sono le conseguenze di chi decide di uscire dal meccanismo virtuale per affrontare la realtà? Delusione o meraviglia presto si saprà!

In tutto questo che fine ha fatto Cupido?
Nell’epoca della crisi e delle crisi, anche Cupido fa la fila all’ufficio di collocamento, lasciandoci senza frecce e allo sbaraglio. Ed eccoci qui catapultati nel mondo dell’amore a portata di click. Forse felici ma tanto confusi… e con una domanda: “Può l’amore virtuale diventare reale?” nel dubbio, potremmo anche uscire di casa, imbatterci in una storia reale e poi chissà.

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