L'urto di un popolo

La Sicilia deve uscire dal suo torpore e con essa anche il suo popolo. La protesta dei “Forconi” è la punta di un grosso iceberg che sotto di essa si cela. Detta protesta potrebbe perfino essere mal posta e mal organizzata.

Non è infatti possibile nascondere che i disagi patiti sono solamente a carico della popolazione isolana: il resto d’Italia – è il caso di dire – se ne sta tranquillamente fottendo.

Tuttavia, non è nemmeno possibile nascondere la vasta e vastissima solidarietà che questo gruppo di lavoratori (composto da allevatori, agricoltori, pescatori e camionisti) sta rastrellando presso la nostra gente.

L’economia siciliana è oggi al collasso.

La SERIT Sicilia SpA, agente della riscossione (rectius l’esattoria), è la società più frequentata e conosciuta dell’isola. Tutti – temendone le attività - ne abbiamo paura.

La nostra agricoltura, i nostri pascoli, il nostro bestiame sono – già da qualche lustro – in assoluto decadimento. Tutte queste attività sono in perdita: l’unico modo per mantenerle in vita sono i contributi pubblici (regionali, statali ed europei).

L’Italia versa all’Europa, ogni anno, 13 miliardi di euro, che questa invece restituisce nel settore agricolo in 9 miliardi di euro.

Ogni anno quindi versiamo 13 per avere in cambio 9: è una follia continuare con questo sistema. Perché non versare direttamente i 13 miliardi alle imprese agricole italiane?

L’Unione Europea è la peggiore istituzione mai inventata dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Il suo parlamento non ha poteri ed il suo governo non è eletto dal popolo.

E’ davvero un vero e proprio bordello dove gli unici clienti sono le lobbies finanziarie e le multinazionali. L’unica attività sessuale praticata è la sodomia del popolo sovrano.

Le quote latte stanno lì a dimostrare la follia criminale di questi malati funzionari di Bruxelles: in Italia le quote latte autorizzano a vendere una quantità di latte inferiore (di circa il 40%) rispetto al fabbisogno nazionale italiano.

Ebbene, secondo questi criminali dell’Unione Europea, un paese come l’Italia che ha greggi e pascoli è pertanto costretta a NON produrre la quantità di latte che il suo popolo è disposta a consumare.

Il risultato: il latte viene importato (in polvere) e gli allevatori italiani stanno chiudendo. L’Italia e gli italiani sono più poveri. Questi tecnocrati dell’Europa sono dei pazzi e dei feroci delinquenti.

In Sicilia, l’agricoltura rappresenta la risorsa più importante; Quando affosserà il comparto agricolo, affosseremo tutti. Non è tutto.

In Sicilia, come sappiamo, raffiniamo circa il 70% del fabbisogno petrolifero italiano. In cambio cosa ne abbiamo?

Morti, leucemie e devastazioni ambientali (perché non provate a parlare con qualche amico che abita a Gela, Priolo o Milazzo. Lì ogni famiglia ha un parente malato o morto di cancro).

Di contro, nessun vantaggio fiscale o sconto sul prezzo della benzina (lo sconto sulla benzina invece lo ha acquisito la regione della Valle d’Aosta). Tutto questo è davvero pura e sana follia.

Un sistema pazzo e folle che è stato nei decenni avallato da una classe politica ottusa ed ignorante che ha solo pensato a creare consenso e ricchezze personali.

Paradossalmente il miglior politico siciliano è quel signore oggi detenuto a Rebibbia, il quale – meglio di tutti – ha saputo spendere per intero i fondi europei e far schizzare il numero delle imprese agricole siciliane, rilanciando la produzione nostrana in numerose parti del mondo (in quegli anni il PIL della Sicilia, in termini percentuali era il primo d’Italia, perfino superiore all’opulente Lombardia). Acqua passata.

Oggi, i Forconi diventano il simbolo della ribellione. Uniscono i siciliani donando ad esso coscienza di popolo: unito e guerriero.

La protesta non è congegnata al meglio, lo sappiamo.

È giusto che vada migliorata e che essa sia selettiva (alcuni beni devono assolutamente circolare, altri ancora devono essere bloccati, come, per esempio, i prodotti alimentari del nord, i quali devono essere fermati e buttati a mare).

L’obbiettivo: avere fiducia nella speranza; sostituire questa classe politica; dare saggezza e buon senso alla gestione pubblica del potere.

E’ tempo di crederci, mettiamo da parte le critiche ed aiutiamo i Forconi. Magari suggerendo i modi con i quali migliorare la protesta.

Stiamo con loro, riprendiamoci il nostro futuro.

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