La Dia stringe il cerchio attorno a Messina Denaro, 30 arresti
Web

La Dia stringe il cerchio attorno a Messina Denaro, 30 arresti

Duro colpo al boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro: cinque dei suoi familiari, tra cui una sorella, sono fra i 30 arrestati nell'operazione antimafia 'Eden' che ha impegnato tra Palermo e Trapani un gruppo interforze costituito da uomini del Ros dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Squadra Mobile di Palermo e della Dia. Operazione che il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha definito "veramente importante" perche' rientra "nella strategia d'isolamento di Matteo Messina Denaro e di recisione e taglio dei canali di finanziamento e fiancheggiamento" della sua latitanza.

"Credo che non siamo mai stati così vicini al suo arresto", ha sottolineato il comandante del Ros Mario Parente, "le attività d'indagine hanno consentito di confermare il ruolo che in quella provincia ancora esercita il latitante e viene confermato che è lui a dirigere l'attivita' organizzativa di Cosa nostra trapanese e ha un ruolo di spicco a livello regionale".
Le ordinanze di custodia cautelare colpiscono esponenti delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Campobello di Mazara e i loro interessi economici, soprattutto nell'edilizia. I reati contestati sono, tra gli altri, associazione mafiosa, voto di scambio, estorsione e intestazione fittizia di beni.


Tra gli arrestati dunque anche la sorella del capomafia castelvetranese, Anna Patrizia Messina Denaro, che secondo gli inquirenti era in contatto col fratello latitante e smistava i suoi ordini. Inoltre, anche tramite il marito, Vincenzo Panicola, che è detenuto da tempo, la donna è accusata di aver fatto da raccordo con i mafiosi in carcere. Tutti gli indagati sono ritenuti a vario titolo partecipi delle fitta rete che cura e gestisce gli interessi riconducibili a Matteo Messina Denaro.

Tre le operazioni finalizzate alla sua cattura: Golem 1, Golem 2 e Golem 3. In queste tre operazioni - 65 persone arrestate - c'erano già alcuni parenti del boss e c'era pure il fratello Salvatore. E prima ancora c'era Filippo Guttadauro, cognato di Messina Denaro. "Oggi la platea dei parenti strettissimi si è di gran lunga ampliata e ha investito coloro che sono il motore funzionante della famiglia", ha osservato il procuratore aggiunto Teresa Principato, "il motore che consente all'organizzazione di coltivare la latitanza del boss".

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Cronaca