La Sicilia al (non) voto. L'analisi di un'elezione già persa. Da tutti
Flickr

La Sicilia al (non) voto. L'analisi di un'elezione già persa. Da tutti

Come commentare qualcosa che non esiste? E’ difficile, paradossale, per alcuni insensato: ma è la realtà delle cose. Un dato su tutti: più di un siciliano su due non è andato a votare, scegliendo così di non esercitare quel diritto di partecipazione alla vita pubblica della regione. Una scelta che, comunque la si voglia leggere, positiva o negativa che sia, va analizzata.

Cosa spinge un cittadino a non votare? Cosa passa per la testa di chi, consapevolmente e deliberatamente, decide di non recarsi alle urne? In queste due domande sta l’analisi di quella che è stata la tornata elettorale. Nessun movimento, nessun partito è riuscito a rompere lo schema mentale del non voto. Questo è un dato ed una situazione che tutti, indipendentemente dal proprio colore politico, devono analizzare per riavvicinare la gente alla scelte politiche del Paese. Il non voto non è solo disaffezione: è anche e forse soprattutto, mancanza di fiducia, manca di immedesimazione nei confronti di un progetto politico o di un soggetto politico.

Può avere dunque senso parlare di vittoria di qualcuno? Si può parlare di successo quando il 54% degli aventi diritto al voto non ha voluto esprimersi? Secondo la legge elettorale sì. Un vincitore c’è. Secondo il più normale senso comune no. Nessuno può festeggiare stasera, nessuno può dirsi soddisfatto, perché per quante mani si possano stringere, per quante promesse si possano fare, per quanti sguardi si possano incrociare, chi avrà la responsabilità del governo dell’Isola dovrà tener presente che metà della popolazione siciliana non ha mostrato di avere fiducia alcuna nei confronti della classe dirigente. A mancare all’appello sono prettamente i voti della borghesia, quel ceto medio così duramente colpito in questi ultimi anni. Quello stesso ceto medio che in passato aveva deciso le sorti delle elezioni, non solo a livello locale.

Ecco quale sarà la prima grande missione del nuovo Presidente della Regione Siciliana: Crocetta, avrà, dunque, l’arduo compito, il principale, il primario, l’imprescindibile, di riavvicinare la gente alla politica, a quel senso civico fondamentale in una società che vuole e deve lasciarsi anni di malgoverno.
Non sappiamo se Crocetta, candidato che rappresenta la continuità del governo Lombardo, sia il politico giusto, se abbia veramente la voglia e la volontà di cambiare qualcosa, di smuovere le acque torbide della nostra terra, disgraziata e meravigliosa. La speranza, aldilà delle convinzioni politiche, è che si possa riuscire in questa impresa titanica. Perché oggi non ha vinto nessuno, siamo all’anno zero. Bisogna ricostruire da zero tutto, riavvicinare la gente alla politica. Presidente Crocetta, lei è in grado di raccogliere la sfida?

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Politica