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"La provincia di Catania non è a rischio"

''La Provincia non rischia nessun crac''. Lo chiarisce il presidente Giuseppe Castiglione in una conferenza stampa per ribadire, una volta per tutte, che l'Ente, nonostante le difficoltà esterne che lo hanno travolto, non è in pericolo di dissesto. ''E questo grazie alla gestione rigorosa e oculata che ho condotto in questi anni, in mancanza della quale sarebbe stato impossibile reggere il colpo. Rispetto al 2007, e quindi con riferimento alla precedente Amministrazione, abbiamo ridotto la spesa corrente di oltre 45 milioni di euro - ha specificato Castiglione -. Adesso il rischio è che le somme risparmiate in questi anni non possano essere più utilizzate per investimenti''. Nel dettaglio, le principali voci di risparmio: per il personale, cinque anni fa, la spesa era di oltre 35 milioni di euro, oggi 27 milioni (ridotti i dirigenti a 11 unità. In passato erano 38, di cui 27 esterni). Una ''cura dimagrante'', in questi anni, anche nell'erogazione di contributi, che sono passati da 23 milioni di euro a 5 (di questi ultimi, tre milioni sono erogati soltanto per il Liceo musicale e il Teatro Stabile di Catania). Infine le risorse stanziate per le prestazione di servizi sono passate da 45 milioni di euro nel 2007 a 31 milioni oggi.

''I numeri parlano da soli - ha affermato il presidente Castiglione -. Un risparmio di queste dimensioni ci ha permesso di far fronte ad eventi esterni e imprevedibili. Tra questi i tagli del Governo nazionale per circa 36 milioni di euro e la sentenza, dopo 40 anni, che condanna l'Ente a pagare 23 milioni di euro all'IFI, costringendoci a sforare il patto di Stabilità, a cui va aggiunta la nuova sanzione applicata dal governo in questi casi, che prevede un esborso pari all'importo di quanto sforato''. La soluzione proposta dall'Amministrazione Castiglione, per evitare di andare in disequilibrio nel 2013, è stata approvata responsabilmente dal Consiglio provinciale riunito in seduta straordinaria (domenica 14). L'Atto adottato prevede un Piano pluriennale di riequilibrio finanziario per pareggiare i conti del 2013. Il principale intervento sara' quello di concordare con i creditori la rateizzazione dei debiti fuori bilancio.

Per compensare gli effetti negativi del Patto, la Provincia ha inoltre cercato di mettere in vendita parte del patrimonio immobiliare non utilizzato. ''Purtroppo - ha osservato il presidente - a causa della ben nota crisi economica che sta avendo ripercussioni rilevanti anche sul mercato immobiliare quasi tutte le aste dei beni immobili sono andate deserte''.

A ciò va aggiunta la contrazione del mercato delle auto che ha ridotto le entrate tributarie (RCA e IPT) e la norma sull'attuazione del Federalismo fiscale che trasferisce l'addizionale provinciale sull'energia elettrica dagli Enti locali alle Regioni a Statuto Speciale. La Provincia di Catania aspetta ancora dalla Regione Siciliana 12 milioni di euro.

''Questa Amministrazione ha sempre lavorato secondo coscienza e nell'interesse totale della comunità rappresentata, tagliando i costi della politica (da 15 assessori a 9) ed eliminando le spese superflue, rischiando molte volte di risultare impopolare - ha chiarito Castiglione -. Oggi stiamo tentando tutte le soluzioni possibili per lasciare l'Ente in equilibrio finanziario anche per il 2013. Certo è che è inammissibile subire oggi un contenzioso vecchio di 40 anni.

Stamani - ha concluso il presidente - ho presentato un esposto alla Procura e chiederò anche alla Corte dei Conti di verificare eventuali omissioni pregiudizievoli, per capire il motivo per cui la Provincia non si sia mai costituita parte civile''.

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