Lampedusa, recuperati altri 49 corpi. Kyenge: "Mai più stragi"
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Lampedusa, recuperati altri 49 corpi. Kyenge: "Mai più stragi"

Riprese le ricerche dei corpi dei profughi morti nel naufragio di Lampedusa. I sommozzatori del Vigili del fuoco hanno recuperato stamane altri dieci cadaveri. Il direttore sanitario del poliambulatorio dell’isola si trova sul molo per attendere l’arrivo dei corpi ed effettuare una prima ispezione.

Dopo la visita di Laura Boldrini, ieri, oggi è il turno del ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge. Il ministro ha reso omaggio alle vittime nell’hangar, e ha avuto un leggero malore di fronte alle bare. Poi è scoppiata a piangere.
Dopo il momento di commozione Kyenge si è recata nel centro di accoglienza. «Siamo qui per l’ennesima strage ma spero, veramente che questo dramma possa farci cambiare tutti nell’approccio di questo fenomeno. Bisogna fare chiarezza sulle cause di questo dramma, della fuga di queste persone dai conflitti, facendoci riflettere sulla nostra posizione riguardo le nostre frontiere e il nostro mare». Lo ha detto il ministro all’Integrazione Cecile Kyenge oggi a Lampedusa, in visita anche al centro di accoglienza. «Chiediamo che questo dramma non sia affrontato in solitudine - ha aggiunto - ma da tutta l’Europa. Occorre dare risposte alle persone che fuggono e hanno bisogno di protezione e aiuto che dobbiamo garantire. Dobbiamo salvare la vita a ogni persona: ogni vita in meno e un contributo enorme che noi perdiamo».

Intanto il sindaco di Lampedusa dice stop alle polemiche. «Basta con questa inutile e ingiusta polemica. I pescatori della marineria di Lampedusa non lasciano morire i migranti in mare. Non lo hanno mai fatto e non lo faranno mai», dice Giusi Nicolini, che intende mettere la parola fine alla disputa sorta intorno alla vicenda della presunta omissione di soccorso ai naufraghi dell’Isola dei conigli. «Stiamo parlando di persone che per la disponibilità, lo sforzo e l’umanità dimostrati in questi anni nell’aiutare i migranti a mettersi in salvo e raggiungere le coste delle nostre isole, vanno solo ringraziati. Persone che hanno condiviso con tutta la comunità, con le forze dell’ordine e gli operatori del soccorso, dolore e rabbia per le tante vittime della Bossi-Fini - dice- Se vogliamo assumere un ruolo positivo in Europa, l’Italia deve prima riacquistare la credibilità perduta, cominciando con l’abrogare immediatamente le norme criminali del pacchetto Maroni».

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