Lecce-Catania 1-1: le pagelle rossazzurre
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Beppe Caccavallo, buona la prima

Lecce-Catania 1-1: le pagelle rossazzurre

PISSERI voto 6,5: Nel primo tempo interviene per la prima volta al 39°, quando controlla agevolmente il colpo di testa in torsione di Caturano. Più impegnato nella ripresa: tra il 59° ed il 62° sventa un paio di situazioni pericolose in area. Difficile attribuirgli responsabilità sul gol di Di Piazza: troppo angolato, potente e preciso il tiro del numero 9 avversario.

AYA voto 5,5: E’ il simbolo di un primo quarto d’ora complicato per l’intera squadra, sorpresa dall’aggressività leccese. Al 2° pasticcia in area su un cross di Lepore, poi al 16° una trattenuta gli costa il cartellino giallo. Non è aiutato dal fallo che l’esterno a lui vicino (Caccavallo) non dà un gran supporto in fase difensiva. Ciò nonostante, prende le misure a Costa Ferreira e Torromino e riesce a cavarsela. Nella ripresa, specie dopo il passaggio al 4-3-3 che lo sposta nel ruolo di terzino, soffre le incursioni puntuali di Di Matteo.

TEDESCHI voto 7: Decisivo al 2°, quando anticipa Caturano, spazzando il pallone tenuto in area da Aya. E’ l’unico del terzetto difensivo a non sbagliare un colpo e non dare segni di cedimento.

BOGDAN voto 5,5: Nel primo tempo è sempre attento in difesa ed al 30° sfiora il gol su azione d’angolo, anticipando Perucchini in uscita. Macchia la sua prestazione con la copertura inefficace su Di Piazza in occasione del pareggio salentino.

CACCAVALLO voto 6: Schierato nel ruolo atipico di tornante, è l’arma in più per scardinare la difesa salentina sul lato protetto da Di Matteo. Al 12° un suo tiro da lontano scrolla di dosso la tensione accumulata dai compagni nei primi dieci minuti. Molto attivo e pronto agli scambi con Mazzarani, resta sempre molto alto sulla propria corsia, lasciandola scoperta in fase difensiva. Fase nella quale dimostra di non sapersi arrangiare bene quando è chiamato ai disimpegni. Nella ripresa continua a proporsi ma è troppo individualista e non trova l’intesa con Curiale e Di Grazia.
-> RUSSOTTO voto 6: Subito dopo il suo ingresso cerca di inquadrare la porta con un tiro da fuori ma la mira è imprecisa. Quando la sfera arriva dalle sue parti prova a creare la superiorità numerica e a tratti ci riesce, senza però sfruttarla per creare occasioni degne di nota.

CACCETTA voto 6: E’ l’elemento chiamato a garantire l’equilibrio in mediana. Svolge bene questo compito andando a coprire puntualmente su Mancosu. Inoltre dà una mano ad Aya, lasciato spesso da solo da Caccavallo. Gli manca solo un po’ più di rapidità e brillantezza nella gestione del possesso palla.

LODI voto 6,5: Come al solito si piazza davanti alla difesa e da lì osserva la situazione e fa il direttore d’orchestra, facendo partire quasi tutte le azioni. Freddo come sempre anche sul tiro dal dischetto con cui porta in vantaggio i suoi.

MAZZARANI voto 6,5: Dopo i primi dieci minuti (durante i quali non è pervenuto), comincia a svariare sulla trequarti proponendosi come soluzione di passaggio, per poi a sua volta smistare in avanti. Interpreta bene questo ruolo ed è l’elemento tatticamente più incisivo dei suoi. Non a caso si fa trovare al posto giusto nel momento giusto quando conquista il rigore che porta allo 0-1. Nella ripresa accusa alcuni fastidi e viene richiamato in panchina.
-> RIZZO voto 6: Arrivato soltanto due giorni fa e già gettato nella mischia da Lucarelli nella partita più importante della stagione. Gioca con ordine e concretezza gli oltre venti minuti a disposizione, durante i quali non ha però la possibilità di far intravedere le proprie qualità palla al piede.

MARCHESE voto 6: Prestazione senza infamia e senza lode. Dalle sue parti spinge come un dannato Lepore, uno degli uomini chiave di Liverani: lui lo fa crossare solo al 2° minuto, dopodiché lo argina senza problemi. Contrariamente a ciò a cui siamo abituati, però, non riesce a proporsi più di tanto in avanti per crossare. L’unico pericolo lo crea al 92°, ma sul proprio traversone basso e teso non si avventa nessun compagno.

CURIALE voto 4: Nel primo tempo è limitato dai difensori avversari e si segnala in positivo soltanto per un aiuto fornito alla retroguardia, quando al 33° libera l’area dalla sponda di Cosenza. Nella ripresa si rende protagonista di due episodi negativi: prima reagisce alle provocazioni di Cosenza con una testata che, ove fosse stata sanzionata correttamente, avrebbe lasciato in inferiorità numerica i compagni; subito dopo crea i presupposti per il raddoppio con un buon controllo in area, ma poi sciupa calciando a lato.
-> RIPA SV: Entra a dieci minuti dalla fine e prova ad infastidire la difesa leccese sui rilanci provenienti dalle retrovie.

DI GRAZIA voto 7: Lucarelli imposta una partita d’attesa e lui è l’uomo perfetto per ripartire e far male ai giallorossi quando si presenta l’occasione. Il rigore del vantaggio catanese scaturisce infatti da una sua discesa, conclusa con un tiro potente che costringe Perucchini alla ribattuta. Altro bel contropiede al 28°, quando conquista una punizione dal limite. Nella ripresa non trova ulteriori spunti ma pressa come un dannato e lotta per recuperare palloni.
-> SEMENZATO SV: Nei dieci minuti (più recupero) che gioca fa l’esterno non troppo alto e si vede poco e niente.

All. LUCARELLI voto 6,5: Opera scelte coraggiose nella partita potenzialmente più importante dell’anno. In particolare, dopo aver provato tale soluzione contro il Sion, conferma il 3-5-2 con Caccavallo sull’out di destra. La presenza costante dell’ex Cosenza sul lato destro della trequarti è una spina nel fianco della retroguardia leccese ed aiuta a trovare gli spazi giusti per colpire. Trovato il vantaggio, lo si difende senza patemi d’animo. Nella ripresa si paga l’incapacità di trovare il raddoppio, nonostante spazi ed occasioni non manchino. Dopo il pari la sua squadra molla eccessivamente, abbassandosi (anche in virtù dei cambi operati) e lasciando il destino del match in mano al Lecce, sebbene i tre punti servirebbero di più agli etnei.

LECCE voto 7: La squadra di Liverani parte fortissimo, con un pressing alto e feroce che sorprende il Catania per i primi dieci minuti. Poi, dopo il gol subito, denota talune carenze sotto il profilo mentale che non le consentono di reagire a dovere per tutta la prima frazione di gioco. I giallorossi hanno però un’identità tattica: il 4-3-1-2 di Liverani ricerca con insistenza il possesso palla, le combinazioni, le verticalizzazioni, tutte armi utili per attaccare l’area avversaria. L’uomo in più è Di Piazza che appena entrato dimostra di avere il piede più “caldo” rispetto a Caturano. Nel finale, complice l’atteggiamento del Catania, sono i salentini a spingere maggiormente per cercare i tre punti. Onore al merito di una squadra che di certo non è inferiore a quella rossazzurra, e che merita la B, indipendente dal modo in cui possa raggiungerla.

Arbitro MAGGIONI voto 4: Gestisce nel complesso bene la partita, non sbaglia in occasione del rigore assegnato al Catania, ma prende due clamorosi abbagli nel secondo tempo. Il primo è la mancata espulsione di Curiale per la testata rifilata a Cosenza; il secondo è il mancato secondo giallo a Di Piazza per una trattenuta con la quale ferma una ripartenza etnea.

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