Li pirati a Palermu, Sicilia chianci!
Catania-Palermo con Maxi Lopez, Pastore e Simeone. Tempi andati...

Li pirati a Palermu, Sicilia chianci!

“Arrivaru li navi, quanti navi a Palermu. Li pirati sbarcaru, cu li facci d’infernu.
N’arrubbaru lu suli, lu suli. Arristammu a lu scuru, chi scuru. Sicilia chianci!”


Notti d’estate, così calde che tolgono il respiro. La Sicilia calcistica perde i pezzi, da Oriente ad Occidente, senza esclusione. Prima il Siracusa che rinuncia all’iscrizione alla prossima Serie C, adesso anche Palermo che rischia l’esclusione dalla B e, di conseguenza, dai professionisti. Quadro spettrale, come quello dipinto dal poeta Ignazio Buttitta e poi musicato da Rosa Balistreri.

Voce carnale, quella della licatese, voce di mamma disperata che perde i suoi figli, voce aspra di una Sicilia che continua a sprofondare, in tutte le latitudini. Il pallone, strumento di riscatto e rivalsa sociale, non ha più quelle parabole gloriose di qualche anno fa. C’erano una volta i derby in Serie A. C’erano una volta Catania, Messina e Palermo prime in classifica in Serie A, anche se solo per 90 minuti. C’era una volta un’isola felice. C’era una volta, adesso c’è soltanto un ricordo nostalgico dall’alto tasso malinconico.




Quella primavera siciliana, avviata all’alba del terzo millennio, con le scalate irresistibili di rosanero, biancoscudati e rossazzurri, ha esaurito i suoi fiori. Cappioli e Sicignano, Godeas e Torino, Zeoli e Baronchelli. E ancora. Toni e Corini, Di Napoli e Parisi, Mascara e Spinesi. E ancora. Cavani e Pastore, Zampagna e Sullo, Maxi Lopez e Papu Gomez. Solo ricordi, bei ricordi, che impallidiscono dinnanzi all’attualità. Un’attualità che vede il Catania annaspare in terza serie, pronto a disputare il quinto campionato di fila di C. Il Palermo, truffato a parer della Akrus Network, potrebbe ripartire dalla D con una nuova società targata Ferrero, ritrovando sul proprio cammino il calcio messinese (ACR e FC), compagno inseparabile di due salti: dalla C1 a alla B nel 2001 e dalla B alla A nel 2004.

Il calcio professionistico siciliano per la stagione 2019-20 sarà rappresentato da appena tre formazioni. Un terzetto inedito che vedrà nel Trapani, neopromosso in Serie B, la vetta più alta. La C, che negli ultimi anni ha perso via via l’ACR Messina (nel 2017), l’Akragas (2018) e il Siracusa (2019), avrà nella Sicula Leonzio di Giuseppe Leonardi, rampante imprenditore catanese, e, come detto in precedenza, nel Catania, la base di questa piramide professionistica di Trinacria. Poco, troppo poco.

Tempi di magra, dunque. Tempi di magra, dopo la grande abbuffata vissuta nel primo decennio del nuovo millennio.N’arrubbaru lu suli, lu suli. Arristammu a lu scuru, chi scuru. Sicilia chianci!

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