Loris, si cerca lo zainetto; intanto la madre urla:
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Loris, si cerca lo zainetto; intanto la madre urla: "sono innocente"

Polizia e carabinieri sono sempre più determinati a ritrovare uno degli elementi ritenuti fondamentali riguardo sparizione e successiva morte del piccolo Andrea Loris Stival. Si tratta dello zainetto, scomparso una settimana fa insieme al piccolo ma che, ad oggi, non è ancora stato ritrovato. Dalla tarda mattinata di oggi le ricerche non sono più soltanto via terra ma anche dall'alto. Due elicotteri stanno aiutando le ricerche.

In queste ore stanno arrivando fiori e biglietti per il piccolo Loris. "Buon viaggio, piccolo Loris! Che tu possa trovare in cielo la pace che in terra non hai avuto". E' questa la frase scritta a penna su un bigliettino che, con un mazzo di fiori ed un pupazzo, è stato portato questa mattina vicino al canalone, nel posto in cui il piccolo Loris Stival è stato ritrovato senza vita alle 16,50 di sabato scorso. Intanto Veronica Panarello, la madre di Loris, ha urlato questa mattina dal balcone di casa a Santa Croce Camerina la sua innocenza. "Io ho detto la verità, sono innocente, qui sono tutti contro di me" ha detto. Ma dall'ultimo rapporto della polizia emerge un nuovo importante dettaglio, il passaggio della auto in uso a Veronica Panarello, a quasi 50 metri dal luogo del ritrovamento, in contrada Vecchio Mulino.

La Polo nera della venticinquenne, secondo questo scenario, dunque non sarebbe mai arrivata davanti all'ingresso della scuola, ma intorno alle 9.30 avrebbe imboccato la strada che conduce al vecchio mulino. Peraltro, a far traballare la ricostruzione della donna ci sarebbe anche un buco temporale: Veronica Panarello, secondo gli investigatori, sarebbe rimasta per 36 minuti a casa con il figlio, dalle 8,49 alle 9,20 circa. Il bambino, uscito da casa, avrebbe fatto ritorno all'interno dell'abitazione alle 8,32. Si è proceduto all'acquisizione del Gps dell'auto per ulteriori verifiche. La donna, che sostiene di aver lasciato Loris a scuola sabato mattina e di essere poi andata a un corso di cucina al castello di Donnafugata, in una delle occasioni in cui è stata ascoltata dagli inquirenti, avrebbe detto di non essersi fermata con la macchina davanti alla scuola, ma di aver fatto scendere il figlio in una traversa laterale. Versioni su versioni che alimentano i dubbi sulla fine di Loris che è probabile che fosse ancora vivo quando è stato gettato nel canalone, dopo essere stato strangolato con una fascetta di plastica. E fascette da elettricista il papà di Loris, su richiesta della mamma, ha consegnato alle maestre sostenendo che sarebbero dovute servire al bambino nei lavori in classe.
Ma un'altra smentita è giunta dalla dirigente della scuola "Falcone e Borsellino", Giovanna Campo, secondo cui che non era previsto il loro utilizzo a scuola. Fascette che sarebbero compatibili con quella utilizzata per uccidere Loris.

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