Loris strangolato con una fascetta; incongruenze nella testimonianza della madre
Web

Loris strangolato con una fascetta; incongruenze nella testimonianza della madre

Loris sarebbe sarebbe stato strangolato con una fascetta elettrica lunga e larga. Lo rivela l'autopsia, nelle ore in cui gli inquirenti fanno un nuovo sopralluogo in contrada Mulino Vecchio di Santa Croce Camerina. Intanto emergono almeno tre incongruenze nelle dichiarazioni della madre, che però continua a ribadire la sua versione. Ecco perché gli inquirenti hanno deciso di rifare con la donna il percorso di sabato, da casa alla scuola del bambino.

Secondo fonti dell'Ansa, le incongruenze riguardano la distanza dalla scuola a cui sarebbe stato lasciato il piccolo; un sacchetto dei rifiuti, che sarebbe stato gettato nei pressi dell'abitazione e la partecipazione al corso di cucina presso la tenuta Donnafugata. Il 29 novembre, la madre avrebbe detto di aver lasciato il piccolo Loris a 500 metri da scuola, ma il giorno dopo avrebbe cambiato la sua versione, dicendo di averlo lasciato più lontano. Poi, sempre la madre, ha raccontato che Loris non voleva andare in classe perché diceva che i compagni lo prendevano in giro e che da qualche giorno, forse una settimana, era più nervoso del solito.

Ma la madre di Loris ribadisce la sua versione, quella che alcuni filmati sembrano incrinare. In un'intervista a La Sicilia Veronica Panarello dice: "Ma come ve lo devo dire? Io quella mattina Loris l'ho accompagnato vicino alla scuola. Era uscito di casa assieme a me e al fratellino, siamo arrivati in macchina e l'ho lasciato. Poi, all'uscita sono andato a prenderlo e non c'era più. Le cose sono andate così, questa è la verità". Anche il padre David Stival fa muro contro "le voci di cortile" e chiede di trovare non "un colpevole" ma "il colpevole".

Il bambino, al momento del ritrovamento, indossava tutti gli abiti che aveva quella mattina, compreso il grembiule di scuola, e gli unici elementi che mancavano erano gli slip e lo zaino, che non sono ancora stati trovati.

Proprio per sciogliere i tanti nodi irrisolti e le incongruenze tra quanto raccontato dalla madre, la 25enne Veronica Panarello, e quanto emerso dai video delle telecamere di sorveglianza - al vaglio della Procura le registrazioni di 42 telecamere - è stata perquisita la casa della famiglia Stival. La polizia ha portato via diari, quaderni, oggetti del bambino e anche un computer con l'obiettivo di ricostruire il profilo psicologico della vittima. In merito alla perquisizione il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia ha comunque precisato che "non si sta indagando nei confronti di una specifica persona, si tratta di atti specifici di polizia giudiziaria per l'acquisizione di elementi che potrebbero rivelarsi utili al proseguimento delle indagini".

La donna, quando è uscita di casa, ha riferito di aver caricato in macchina entrambi i figli, quello di 4 anni e il più grande e di aver lasciato Loris all'entrata della scuola. Invece, secondo le immagini delle telecamere, ci sarebbero delle incongruenze. Emergerebbe che Loris non sarebbe sceso dall'auto della mamma davanti alla scuola. Nei video ci sarebbe l'auto inquadrata sotto l'abitazione in via Garibaldi e si vedrebbe Loris scendere e andare da solo verso casa. Il piccolo verrà poi trovato morto qualche ora dopo dal cacciatore.

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Cronaca