Mafia, arresti nel clan Cursoti milanesi
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Mafia, arresti nel clan Cursoti milanesi

Una ventina di appartenenti al clan dei Cursoti "milanesi" sono stati arrestati dalla polizia di Catania nell'ambito di un'inchiesta della locale Procura distrettuale che ipotizza i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, tentato omicidio e armi. I provvedimenti sono eseguiti dalla squadra mobile della Questura. Il gruppo prende il nome della frangia dei Cursoti guidati dal boss Jimmy Miano, operante a Milano, morto nel 2005.

La polizia di Stato, con l'operazione 'Final blow' coordinata dalla Dda della Procura etnea, ritiene di avere inferto un duro colpo al clan' La squadra mobile ha arrestato 16 persone e notificato il provvedimento a altre nove già detenute per altri reati. Due indagati al momento risultano irreperibili. L'inchiesta ha confermato la contrapposizione tra il clan Cappello-Bonaccorsi e la cosca dei Cursoti, con l'ascesa al vertice dei fratelli Carmelo e Francesco Di Stefano, culminata con il tentato omicidio nel 2009 di Orazio Pardo, elemento rivale di spicco. Per quell'agguato sono stati già condannati Francesco Di Stefano, Michele Musumeci e Rosario Angrì. Adesso sono accusati, come esecutori materiali, anche Carmelo Di Stefano e Filippo Scaglione. L'episodio è ritenuto lo spartiacque della guerra di mafia tra i due gruppi che si contendevano un'estorsione a imprenditore edile che pagava 4.000 euro a uno dei dei clan, e altri 5.000 all'altro. Le indagini hanno consentito di riscontrare la piena operatività sul territorio della cosca dei Cursoti milanesi, ai cui vertici sarebbe emerso Rosario Pitarà, e di "mappare" l'organizzazione, suddivisa in 6 squadre

Tra i reati più importanti, sul fronte economico, vi era lo spaccio di stupefacenti. In alcune zone, come nelle "piazze di spaccio" di viale Moncada del rione Librino vigeva una 'pax' tra clan rivali, nella zona di San Giovanni Galermo, invece, la concorrenza era agguerrita. E nell'ambito di questa faida la notte del Capodanno del 2012 sono stati feriti con colpi d'arma da fuoco tre giovani appartenenti a fazioni contrapposte. La 'gestione' dello spaccio di droga è stato al centro di contrasti anche tra i vertici del gruppo, con Pitarà da una parte e i fratelli Di Stefano dall'altra.


"Catania è una delle città maggiormente pericolose in tema di criminalità organizzata". Lo ha affermato il procuratore capo Giovanni Salvi durante la conferenza stampa sull'operazione antimafia 'Final blow' contro 25 presunti appartenenti alla cosca dei Cursoti 'milanesi'. Sul blitz operato dalla squadra mobile, il questore Marcello Cardona ha ricevuto la telefonata del capo della polizia, Alessandro Pansa, che lo ha "sollecitato a rafforzare la struttura investigativa nel contrasto alla mafia".

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