Mafia, duro colpo al clan dei
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Mafia, duro colpo al clan dei "Carcagnusi"

Continuano senza sosta le operazioni antimafia della Squadra Mobile di Catania sotto il coordinamento dalla D.D.A. di Catania guidata da Giovanni Salvi. Questa mattina è stato inflitto un ulteriore duro colpo alla cosca dei “Carcagnusi”. Gli agenti hanno notificato 30 misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso. Tra i reati contestati, associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapina e reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche della citata organizzazione mafiosa ed al fine di agevolarla.

Alcuni destinatari del provvedimento, sono riconducibili alla famiglia Mazzei inserita in Cosa nostra e legata a quella palermitana, in quanto Santo Mazzei, suo capo bastone in atto detenuto al 41 bis divenuto “uomo d’onore” su decisione del boss corleonese Leoluca Bagarella. Unione che nasce dopo avere abbandonato lo schieramento dei Cursoti, aveva stretto alleanza con l’ala stragista di Cosa nostra palermitana. Grazie a queste alleanze, a quanto pare, la cosca Mazzei, si è affermata nel territorio catanese ed in provincia, con attività criminali che spaziano dal traffico di droga alle estorsioni. Tra i destinatari della misura cautelare figura anche l’attuale presunto reggente, Sebastiano Mazzei 44 anni inteso “Nucciu ‘u carcagnusu”, arrestato il 10 aprile scorso dagli agenti della squadra mobile diretti da Antonio Salvago in una villetta in territorio di Ragalna.

Nel corso delle indagini, sono stati arrestati in flagranza di reato alcuni presunti affiliati mentre ritiravano il “pizzo” presso attività commerciali e si è proceduto al sequestro di sostanza stupefacente e di armi da fuoco. Inoltre, sempre tra i destinatari, figurano diversi imprenditori e commercianti ai quali è stato contestato il reato di concorso in estorsione attuata con modalità mafiose per essersi rivolti ad esponenti dell’organizzazione Mazzei per recuperare i propri crediti.

A rendere noto i particolari all’operazione il capo della Procura di Catania Giovanni Salvi, dove precisa “che l’indagine in questione, nasce da una forma più classica, come il sequestro di un elenco sequestrato dagli agenti della squadra mobile durante un operazione antidroga, dove vi erano una serie di indicazione che facevano ritenere che vi fossero in atto delle estorsioni, da questo si parte – ha detto Salvi – per un indagine di natura tradizionale, ma con un elemento innovativo che da questa indagine emerge, un rapporto tra l’organizzazione mafiosa, e gli imprenditori, che qui appare nella sua gravità, dove il mafioso non chiede più il pizzo, ma offre servizi, come la riscossione dei credito con il metodo mafioso”.

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