Mafia, duro colpo al clan di Messina Denaro: undici arresti
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Mafia, duro colpo al clan di Messina Denaro: undici arresti

Duro colpo al boss latitante Matteo Messina Denaro: 11 persone sono state arrestate perché ritenute responsabili dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e favoreggiamento aggravato dalla modalità mafiosa, per aver agevolato la latitanza del capomafia. L'operazione, denominata "Ermes", è stata condotta dalla polizia di Stato e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo. Arresti e perquisizioni sono stati eseguiti nelle province di Palermo e Trapani da personale delle Squadre Mobili delle due città con il coordinamento del Servizio centrale operativo della polizia di Stato e la partecipazione del Ros dei Carabinieri. L'indagine si collega alle "Golem I e II" e "Eden I e II", che avevano già colpito la rete di fiancheggiatori e parenti del latitante.

In seguito all’esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi nell’ambito dell’indagine Golem II (marzo 2010) - che era focalizzata nel ricostruire la catena di supporto del latitante e di veicolazione delle sue comunicazioni - le attenzioni investigative si sono concentrate su quei soggetti che potessero succedere agli arrestati nella struttura di favoreggiamento del latitante. Le indagini hanno consentito di indicare gli inizi del 2012 quale periodo di effettiva riapertura dei canali di comunicazione del latitante che, come accaduto in passato, avrebbe utilizzato riservatissime comunicazioni scritte (i cosiddetti pizzini) per trasmettere ai propri sodali le disposizioni e continuare ad esercitare l'azione di comando.

Un ruolo fondamentale sarebbe stato quello di uno degli arrestati, l'allevatore Vito Gondola, ritenuto capo mandamento di Mazara del Vallo, che avrebbe avuto il compito di gestire i tempi e i modi di consegna e distribuzione della “corrispondenza” di Messina Denaro. Lo scambio dei messaggi avveniva in aperta campagna.

Le persone arrestate sono Giovanni Loretta, 42 anni, Leonardo Agueci, 27 anni, Pietro Giambalvo 77 anni, Vincenzo Giambalvo 38 anni, Giovanni Scimonelli 48 anni, Vito Gondola 77 anni, Giovanni Mattarella 49 anni, Michele Terranova 45 anni, Sergio Giglio 46 anni, Michele Gucciardi 61 anni e Ugo Di Leonardo, 73 anni. Gondola, Gucciardi, Scimonelli, i due Giambalvo, padre e figlio, Giglio, Di Leonardo e Terranova, sono indagati per associazione mafiosa; Mattarella, Agueci e Loretta per favoreggiamento aggravato dalla modalità mafiosa, per aver agevolato la latitanza del boss mafioso Matteo Messina Denaro.

L'inchiesta è stata condotta dal Procuratore della Repubblica di Palermo Franco Lo Voi, dai sostituti Paolo Guido, Carlo Marzella e dal procuratore aggiunto Teresa Principato. "Matteo Messina Denaro è una sorta di parassita che non tiene conto dei legami familiari, ma usufruisce dei soldi che i componenti della sua famiglia e del clan possono fargli avere", ha detto Principato, intervenendo in conferenza stampa. "Nonostante il territorio sia più che sorvegliato e da anni si susseguono operazioni, ancora non siamo riusciti a prendere il latitante. Questo può significare solo che gode di protezioni ad alto livello".

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