Mafia: sequestrati beni tra Varese e Trapani a Matteo Messina Denaro
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Mafia: sequestrati beni tra Varese e Trapani a Matteo Messina Denaro

Un duro colpo al patrimonio riconducibile a Matteo Messina Denaro ed alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara e’ stato inferto dai carabinieri del R.o.s. e del comando provinciale di Trapani che questa mattina hanno eseguito il provvedimento emesso dal Tribunale di Trapani, su proposta della Procura distrettuale antimafia di Palermo.

Il sequestro, per un valore complessivo di circa 38 milioni di euro, completa un percorso investigativo che, dopo aver portato all’arresto degli esponenti di spicco dell’organizzazione criminale, ha contestualmente individuato un ingente patrimonio accumulato dal sodalizio, comprendente aziende olearie, attività commerciali, abitazioni, terreni e numerosi rapporti bancari.

L’intervento si e’ concentrato nelle province di Trapani, Varese, Trieste e Milano, colpendo il patrimonio riconducibile, secondo gli inquirenti, a Filippo Greco, Simone Mangiaracina e Vito Signorello, nonché quello degli imprenditori Antonino Moceri e Antonino Francesco Tancredi, arrestati nel 2011 per associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni aggravata dall’art. 7 della legge 356/92.

Il sequestro ha riguardato il compendio patrimoniale di Filippo Greco, già titolare di società immobiliari e di costruzioni nella provincia di varese, e ritenuto il principale finanziatore della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, che avrebbe sostenuto attraverso costanti dazioni di danaro a favore degli associati detenuti ed alle imprese riconducibili alla consorteria. Il

Gli accertamenti bancari delegati dalla d.d.a. di palermo a carico del nucleo familiare di cataldo la rosa, arrestato per associazione mafiosa nel medesimo procedimento, hanno rivelato un risarcimento, destinato alle vittime della mafia, di € 2.000.000,00 erogato dal ministero dell’ interno e risultato indebitamente percepito dagli eredi di Salvatore Stallone, cognato dello stesso la rosa, ucciso a campobello di mazara negli anni ’80. Gli approfondimenti delegati al r.o.s. ed ai carabinieri di trapani dall’autorita’ giudiziaria hanno permesso di accertare la vera caratura criminale di stallone e di inquadrare la sua eliminazione nel contesto di una guerra di mafia, le acquisizioni investigative emerse sono state poste all’attenzione del ministero degli interni, che ha proceduto alla revoca del beneficio economico concesso disponendo il conseguente recupero delle somme.

In definitiva, nell’ambito dell’intervento ricompreso a pieno titolo nella complessiva manovra investigativa condotta dal r.o.s e dal Comando provinciale dei carabinieri di Trapani, finalizzata alla ricerca di Matteo Messina Denaro, è stato disposto dal tribunale di trapani il sequestro di 2 strutture industriali, 4 società attive nel settore olivicolo, 181 immobili, tra cui ville, appartamenti, magazzini e terreni agricoli, 20 autovetture, nonché 43 rapporti bancari e 5 polizze assicurative.

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