Mafia, sgominato a Palermo "super mandamento"
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Mafia, sgominato a Palermo "super mandamento"

Maxiblitz alle prime ore dell'alba di oggi nel palermitano, dove i carabinieri hanno eseguito 37 arresti, tra cui un insospettabile come il sindaco di Montelepre, Giacomo Tinervia, accusato di estorsione e concussione.
Le indagini, coordinate dalla Dda di Palermo, hanno smantellato un nuovo 'super mandamento', come lo chiamo gli stessi investigatori, con una riorganizzazione interna vera e propria. Nell'operazione sono stati impegnati oltre 300 militari con il supporto anche di due elicotteri.

Il nuovo Gotha di Cosa nostra aveva effettuato una sorta di 'fusione' dei due mandamenti storici della mafia, quelli di San Giuseppe Jato e di Partinico, confluiti in un'unica formazione.


Secondo i magistrati, a gestire il nuovo 'Super Mandamento' sarebbe stato Antonino Sciortino, 51 anni, tornato in libertà da due anni dopo avere trascorso 12 anni in carcere per mafia.

Il sindaco di Montelepre, il paese di Salvatore Guliano, avrebbe avuto rapporti con il capomafia del paese Giuseppe Lombardo, anche lui finito in manette oggi. Ad incastrare il sindaco sono state le intercettazioni disposte dagli investigatori.

I 37 arresti dimostrano la "perdurante presa di Cosa nostra sulle strutture politiche locali" e "conferma lo spiccatissimo interesse per le strutture comunali da cui può controllare gli appalti". E' il monito del Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, commentando l'operazione che ha portato in carcere 37 persone.

Il Procuratore spiega che l'indagine è "molto importante perché conferma la fortissima aspirazione di Cosa nostra ad accrescere la sua presa sul territorio". Ecco perché l'intento dei boss era quello di "riorganizzare le strutture territoriali con l'eliminazione di due mandamenti: San Giuseppe Jato e Partinico, per formarne uno solo, Camporeale, cioè un 'Super Mandamento', questo per rafforzare le periferie rispetto al centro".

Per il colonnello Pierangelo Iannotti, comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo, le indagini "dimostrano come la mafia palermitana, anche se indebolita da una continua azione di contrasto, sia ancora molto dinamica ma soprattutto molto molto pericolosa". Si tratta, aggiunge, della ''più importante operazione antimafia condotta negli ultimi 20 anni nella provincia di Palermo, senza l'aiuto di collaboratori di giustizia".

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