Malasanità, sette indagati per la morte della bimba di Gela
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Malasanità, sette indagati per la morte della bimba di Gela

Ci sono almeno sette indagati per la vicenda della bimba Gloria Ascia di due anni e mezzo di Gela, morta al policlinico di Tor Vergata. Secondo quanto si è appreso dall'esito dell'autopsia una manovra errata o forse l'imperizia nella scelta di un catetere avrebbe reciso una vena e ciò avrebbe provocato il "collasso" di un polmone che è stato letteralmente invaso di sangue. Da qui l'arresto cardiaco e il blocco respiratorio che ha portato alla morte della piccola. L'intervento di preparazione al trapianto di midollo sarebbe durato tre volte più del previsto. Da quello che si apprende, non è escluso che la rottura della vena sia stata determinata dall'innesto di un catetere troppo grande. I nas per questo hanno sequestrato macchinari e strumentazioni usati in sala operatoria.

Il Ministero della Salute ha attivato subito i servizi ispettivi appena ricevuta la comunicazione su quanto accaduto nella serata di mercoledì scorso. Dell'accaduto sono stati informati infatti dal direzione del Policlinico il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ed anche quest'ultimo ha immediatamente attivato una commissione d'inchiesta.

Sottoposta a posizionamento catetere - La bimba di due anni e mezzo morta mercoledì scorso a Tor Vergata per un "evento avverso" era già ricoverata da qualche giorno nel policlinico romano, dove era arrivata insieme con i genitori dalla Sicilia per un intervento di trapianto di midollo. La struttura sanitaria spiega in una nota che la bambina "è stata sottoposta al posizionamento di un catetere venoso centrale, propedeutico al trapianto. Sono sopraggiunti eventi avversi che ne hanno purtroppo determinato il decesso nella serata dell'11 settembre scorso"

Padre, cambio turno forse ritardo cure - "Mia figlia - dice Antonio Ascia - è uscita alle 13.30 dalla sala operatoria, i medici le hanno fatto delle lastre e i risultati sono stati letti con un certo ritardo. A mia moglie è stato detto che i medici erano in pausa pranzo perché era in corso il cambio turno. Quando sono tornati hanno fatto un emocromo e hanno visto che la bambina aveva un forte calo dell'emoglobina. Hanno rifatto le radiografie e si sono accorti che c'era un'emorragia in corso".

"Me l'hanno rubata, voglio la verità, sapere perchè mia figlia è morta. Non voglio vendetta, ma giustizia". A parlare è Tony Ascia, il padre della piccola Gloria, la bimba di Gela (Caltanissetta) morta al Policlinico Tor Vergata di Roma dopo un intervento chirurgico.
"Quello che è successo è di una gravità inaudita. Mia figlia - ha detto Ascia - è morta per l'applicazione di un catetere venoso. I rischi sul trapianto c'erano e ne ero consapevole, ma non si puo' morire per un catetere. Questa era la fase preparatoria per il trapianto". A donare il midollo doveva essere il figlio piu' grande di Ascia, Riccardo, che ha tre anni.

"Erano perfettamente compatibili", afferma il padre, e sostiene che durante l'agonia della piccola i medici sono andati a pranzo. Tony Ascia racconta così quello che è successo: "Gloria è uscita dalla sala operatoria dopo quattro ore per un intervento che sarebbe dovuto durare un quarto d'ora. Era sotto anestesia. Nel frattempo i medici sono andati a pranzo e solo dopo, quando mia moglie ha chiesto il loro aiuto perché la bimba non si svegliava, si sono resi conto che aveva un'emorragia interna. Nessuno però è riuscito a salvarle la vita. La mia bambina - dice Ascia, disperata - stava bene, il suo quadro clinico era ottimo. I medici mi hanno solo detto che si è verificato un inconveniente tecnico. Ma questo può succedere ad un motore, ad una macchina. Non a una bambina".

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