Mannarino a Tindari per una serata "magica"
Mannarino al Teatro Greco di Tindari

Mannarino a Tindari per una serata "magica"

Sono tanti i motivi per definire "magica" la serata che Alessandro Mannarino sabato ha fatto vivere ai tanti fan arrivati al teatro Greco di Tindari per l'unica tappa siciliana e l'ultima del suo tour “Corde: concerto per sole chitarre” , fortemente voluto dal direttore artistico Anna Ricciardi e dal sindaco Mauro Aquino ed è stata resa possibile anche grazie alla Euphonya Management di Messina.

Dicevamo di una serata magica, perché magico è il posto che regala al cantautore romano la degna cornice per la chiusura di un tour "coraggioso", nato e pensato dopo le tante date con la band del fortunato tour di "Supersantos", seconda e ultima fatica discografica di Mannarino.

Il cantautore tornato un po' scarico aveva come perso il rapporto con la sua chitarra e per ritrovarlo pensa con gli amici che lo accompagneranno in questa avventura a uno spettacolo dove spogliare le canzoni con al centro i testi e non il "ballereccio", prima di rimettersi in studio per lavorare al suo nuovo album.

La sfida di Mannarino non era facile e il rischio di fallire c'era, infatti alla partenza del suo tour in pochi avrebbero scommesso sulla riuscita, anche perché il cantautore romano con alle spalle due dischi avrebbe dovuto dare il massimo per riuscire a coinvolgere il suo pubblico.

Alla fine del tour sono i fatti, ma sopratutto i numeri dei tanti sold out incassati in giro per l'Italia a dire che la sfida di Mannarino e dei tre grandi chitarristi, come Fausto Mesolella (Avion Travel), Tony Canto e Alessandro Chimienti, che lo accompagnano è stata vinta .

Il concerto è stato pura emozione. Gli arrangiamenti rivisti per le sei corde hanno trasformato le canzoni di Alessandro Mannarino rendendole ancora più vere ed incisive, facendo si che la loro essenza potesse colpire al cuore gli ascoltatori

Ma partiamo dal pomeriggio quando il concerto è messo in forse da un improvviso temporale, ma fortunatamente il vento libera dai nuvoloni il cielo sopra il Teatro Greco e l'iter organizzativo può continuare per accogliere i 1200 spettatori che lo affolleranno.

Il palco è minimale e intimo, le quattro sedie circondate dalle chitarre che si alterneranno durante il concerto e a far da sfondo una serie di cime da imbarcazione appese. Le luci si spengono e i quattro vengono accolti da un'ovazione, si siedono e partono subito con "Rumba Magica", "Le cose Perdute" e "Serenata Silenziosa", l'atmosfera è raccolta, anche se qualcuno prova a disturbare urlando qualcosa, ma Alessandro lo blocca subito "non credi che questo posto meriti rispetto?".

Il concerto del moderno menestrello va avanti con "Piccola Vita", "Maddalena", "Marylou" e "Il Pagliaccio", poi è la volta de "Il Carcerato" che Mannarino chiuso dentro una gabbia interpreta sfoggiando tutta la sua vena teatrale, senza interrompersi per un principio di pioggia che bagna gli spettatori che comunque rimangono li ad ascoltarlo. E lui simpaticamente afferma sul palco “forse dovrei rivedere le mie posizioni sulla Madonna dopo che l'anno scorso il concerto è stato annullato e oggi piove dopo due mesi".

Ma è solo un breve scendere di acqua dal cielo. Quasi una benedizione su Tindari e Mannarino. E riprende a cantare con “Svegliatevi italiani” e “L’ultimo giorno dell’umanità” regalando poi uno dei momenti più belli del concerto con “Scetate vajo” arrangiata per l’occasione in veste hawaiana.

Il concerto va avanti con "Osso di Seppia", "L'Onorevole", "Mestieri" e "Statte Zitta", poi Alessandro invita sul palco Simona Sciacca, bella siciliana di Scordia in provincia di Catania, che canta "Cu ti lu dissi" e duetta con Mannarino in "La strega e il diamante".

Le luci si spengono e Mannarino esce, per rientrare subito dopo, imbraccia la chitarra e invita il pubblico sotto il palco, che nel frattempo era tutto in piedi. Partono così le note di "Me so 'mbriacato" uno dei pezzi più conosciuti del cantautore romano, che tutto il pubblico canta a squarciagola, per continuare con "Serenata Lacrimosa" e "Tevere Grand Hotel".

Il tour che sta per chiudersi è stata una bella esperienza di musica ma sopratutto di amicizia condivisa con i tre chitarristi che lo accompagnano e così che Mannarino per ringraziarli, ci regala dei duetti con ognuno di loro. Il ringraziamento a Tony Canto con "Soldi, quello a Fausto Mesolella con "Fatte bacia" e infine "Amore nero" con Alessandro Chimenti.

Ormai il teatro è una bolgia con il servizio d'ordine fatica a mantenere la gente lontana dal palco, Mannarino ricambia l'affetto siciliano, proponendo una versione "siculromana" di "Stranizza D'amuri" del maestro Battiato.

E da li poi un lungo bis "Quando l'amore se ne va", "Bar della rabbia" e "Vivere la vita".

Il concerto è finito, Mannarino si abbraccia con i compagni di viaggio, ringraziano il pubblico e vanno via, ma lui sembra non volerla finire questa splendida serata, imbraccia la chitarra e regala a tutti noi una sua versione di "Bella ciao".

Il teatro applaude, sembra non fermarsi, Mannarino sale su una cassa e saluta il suo pubblico.

Ma vi ricordate la storia della magia con cui ho iniziato questo racconto? Tornando verso casa a pochi chilometri da Tindari vengo letteralmente "investito" da un violento temporale, che difficilmente avrebbe permesso lo svolgersi del concerto...beh se non è magia questa!



Le foto del concerto

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Musica