Marcolin e il Catania risolvono il contratto
CalcioCatania.com
L'ex tecnico rossazzurro Dario Marcolin

Marcolin e il Catania risolvono il contratto

Attraverso il proprio sito, "Il Calcio Catania S.p.A. rende nota la risoluzione consensuale del legame contrattuale con l'allenatore Dario Marcolin."

Dario Marcolin chiude la propria esperienza alle falde dopo sette mesi. Ingaggiato ad inizio gennaio per prendere il posto lasciato vacante poche settimane prima da Giuseppe Sannino, a lui la società affida il programma di rilancio di una stagione sino ad allora fallimentare che si fonda su una rivoluzione tecnica che coinvolge il parco giocatori: arrivano ben nove nuovi elementi (Gillet, Belmonte, Del Prete, Schiavi, Ceccarelli, Mazzotta, Sciaudone, Coppola, Maniero, tutti o quasi componenti della formazione titolare), ne partono altrettanti (Frison, Peruzzi, Rolin, Spolli, Monzon, Calello, Marcelinho, Leto, Cani).
Affiancato dal vice Enrico Annoni, sin dall'esordio contro il Lanciano Marcolin imposta il 4-3-1-2, il suo schema prediletto, che punta a valorizzare Rosina nel ruolo di trequartista e conta sui gol della coppia Maniero-Calaiò, con una formazione compatta alle spalle. Il progetto tecnico-tattico in realtà non decolla: proprio a Lanciano, con l'attenuante di una squadra non ancora completata, arriva una sonora sconfitta; le successive due vittorie consecutive, convincenti, contro Pro Vercelli e Perugia in casa con tutti i nuovi effettivi a disposizione illudono, ma subito dopo cominciano i problemi. Rinviata la trasferta di Modena per impraticabilità del campo, il Catania ancora al "Massimino" contro il Crotone fatica oltremodo per pareggiare, trovando l'1-1 allo scadere con Castro e protestando contro l'operato del direttore di gara. Ma alla gara successiva, la prima trasferta della gestione Marcolin con la nuova squadra a disposizione, arriva una sconfitta che apre gli occhi: in 11 contro 10 per più di un tempo contro il Pescara, gli etnei brancolano nel buio e subiscono un gran gol di Sansovini a un passo dal gong. Come se non bastasse, la settimana dopo cade anche l'imbattibilità interna della gestione Marcolin, contro il Frosinone poi promosso in A. Gli infortuni di Coppola e Martinho rendono evidente il fallimento della preparazione atletica affidata al Prof. Ventrone, che viene rimosso dall'incarico. A causa di alcune defezioni, ma probabilmente anche perché impaurito dall'involuzione della squadra e da una situazione di classifica che non schioda gli etnei dai bassifondi, Marcolin cambia modulo e vara un coperto 3-5-2. Arriva una striscia di risultati utili consecutivi mai vista prima in stagione, specialmente in trasferta, ma sono tutti pareggi (tre su quattro lontani dalle mura amiche). Il ciclo si conclude amaramente con la sconfitta a Chiavari contro la Virtus Entella, match in cui il Catania sembra recitare il de profundis. Match a partire dal quale si avvierà l'attività illecita salita agli onori delle cronache da più di un mese.
A partire dal successivo incontro, al "Massimino" contro l'Avellino, comunque, avviene anche una svolta tattica: Marcolin torna al 4-3-1-2. Inoltre, col nuovo preparatore atletico Neri al lavoro da più di un mese il numero di infortunati si riduce drasticamente ed anche la squadra sembra correre di più. Arrivano le famose cinque vittorie consecutive che portano il Catania fuori dalla zona retrocessione ed alimentano addirittura la speranza playoff, poi sotterrata dalla sconfitta di Bologna e dal polemico pari interno contro il Livorno. Ma non c'è limite al peggio. Gli etnei tirano i remi in barca, Marcolin dimostra di non sapere tenere le redini del gruppo, che cede contro Brescia e Cittadella, avversari con più di un piede in Lega Pro. Ciò fa riapparire i fantasmi dei playout, per scacciare i quali il Catania deve conquistare almeno un punto a Carpi contro la squadra vincitrice del campionato. Uno scialbo 0-0 è sufficiente per "l'impresa".
A fine stagione, nonostante Marcolin è forte di un contratto valido fino al termine della stagione 2015/16, le strade del Catania e del tecnico bresciano si separano: la dirigenza punta tutto sul ritorno di Pasquale Marino, vincolato al Vicenza, alle pendici dell'Etna. Quando scoppia lo scandalo dei "Treni del gol", Marino è un passo dalla risoluzione col Vicenza e dalla firma col Catania, mentre Marcolin non ha ancora risolto il contratto. Il caos che ne deriva blocca tutto, e porta il tecnico marsalese a rinnovare coi veneti. Il Catania, con la reggenza diretta dall'amministratore unico Milazzo, cerca di garantire una continuità tecnica in attesa degli sviluppi sul fronte societario e giudiziario, che porta all'affidamento della panchina rossazzurra a Pippo Pancaro (vice proprio di Marcolin ai tempi del Modena). Marcolin resta sotto contratto fino ad oggi, quando arriva la risoluzione consensuale. Adesso il tecnico bresciano è libero di accettare eventuali nuove chiamate. Molto lineare l'andamento della sua gestione alle falde dell'Etna: su 21 partite, ha ottenuto 7 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte, per un totale di 28 punti e una media di 1,33 punti a partita.

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