Mariano Izco, una vita da mediano

C’è sempre stato. Partendo in sordina fino a diventare un punto fermo e irrinunciabile del Catania in questi otto anni di serie A. Mariano Izco, il capitano, è entrato nel cuore dei tifosi rossazzurri a suon di cavalcate sulla fascia e polmoni sfiancati. È diventato il simbolo di un Catania, targato argentino, che sempre più maturo ha imparato a gioire, esaltarsi e soffrire. Cambiano gli allenatori, i compagni di squadra, gli obiettivi ma Mariano è sempre lì, lì nel mezzo come canta Ligabue. Abbiamo conosciuto i gol di Spinesi, il tiro potente di Vargas, gli slalom di Martinez, i gol impossibili di Mascara e le giocate raffinate di Barrientos. Ma di Izco i tifosi catanesi hanno sempre apprezzato il lavoro sporco, silenzioso e di sostanza, quello che le telecamere non colgono ma che la squadra sente, e che spesso diventa determinante per i risultati. Così Izco ha conquistato i tifosi catanesi, superando le diffidenze iniziali e ritagliandosi uno spazio speciale nel popolo rossazzurro.
In occasione del traguardo delle duecento presenze in A con la maglia del Catania, ecco uno speciale di “Voci dda tribbuna B” che ripercorre attraverso le “voci” del tifo rossazzurro le tappe del Capitano ai piedi dell’Etna.

Pescato da Lo Monaco nella serie C argentina, Mariano Izco è arrivato a Catania con addosso alcuni sospetti di scarsa aderenza al massimo campionato italiano. Nei suoi primi anni di serie A non era raro sentire dalle sospettose tribune del Massimino espressioni come:
Avaja ma Izico chi è jucaturi ri serie A?

Poi le prestazioni in crescendo del centrocampista argentino hanno fatto ben presto alzare le quotazioni di Izco. La sua corsa inarrestabile e il suo fiato inesauribile, hanno creato seri dubbi sulla sua reale costituzione anatomica:
Chistu curri ca je mpiaciri. Pari ca c’avi tri pummuni.
Jè ‘n muturinu stu Izico. Pari na scattiola.


Oltre alla forza e alla grinta, altro marchio di fabbrica di Mariano Izco è l’impeccabile look. Cresta sempre curata e capelli gellati lo rendono facilmente individuabile in campo:
Cu sti capiddi abbola ri patti e patti.
Izico ri quali vavveri cali.


Nell’ultima in casa contro il Bologna, una voce commenta la preparazione di Izco ad uno dei suoi scatti ormai leggendari:
Izico abbiiti o funnu che patati.

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Calcio