Messina-Catania 0-0: Derby senza scintille
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Plasmati contro Alessandro Parisi: sotto tono oggi il materano.

Messina-Catania 0-0: Derby senza scintille

La partita che la città dello Stretto attendeva spasmodicamente si risolve in un’occasione persa, sotto svariati punti di vista. Con il fallimento dell’operazione “#20milainsieME” (circa 18.500 i biglietti staccati nonostante la grande campagna mediatica e le numerose agevolazioni promosse dalla società peloritana), Messina si dimostra ancora una volta una piazza in cui la fame di calcio non sembra all’altezza degli investimenti dei dirigenti di turno, sebbene il numero di spettatori odierno costituisca (giusto rimarcarlo) un record di categoria per la stagione in corso. Record a cui non hanno potuto contribuire, tuttavia, i sostenitori rossazzurri: la loro estromissione rappresenta una sconfitta per lo sport e anche per le stesse istituzioni che non sembrano in grado di saperlo gestire come si deve. Falliscono, infine, sul campo, entrambe le squadre: tanto di cappello all’impegno ed alla voglia di vincere manifestata da entrambi gli schieramenti, ma il pareggio ridimensiona le ambizioni e le aspettative nutrire da entrambe le piazze. Ne esce un po’ meglio il Messina, che grazie ai risultati maturati sugli altri campi conserva il secondo posto in classifica, ma dimostra di non avere al momento la personalità necessaria per portare i 3 punti a casa nelle partite di “cartello”; va peggio al Catania, che scende in terz’ultima posizione e per la prima volta da inizio a stagione comincia a perdere il passo anche nella classifica “virtuale”, senza penalizzazione, in cui la capolista Casertana, dopo il roboante successo conquistato ad Agrigento, distanzia gli etnei di cinque lunghezze. Nella classifica "reale”, che è la sola a contare in attesa delle decisioni sui ricorsi, la zona salvezza è comunque a un tiro di schioppo: 3 punti che per una squadra che viaggia ad una media di 1,72 punti a partita sono più che recuperabili.

Plasmati, entrato “a freddo”, snatura le caratteristiche della squadra
Tutto si può dire, comunque, tranne che Pancaro non volesse vincere il “derby”. Nel 4-3-3 di partenza, per la prima volta da inizio stagione, il tecnico di Acri ricorre alla soluzione del doppio play, già testata, ma solo nella ripresa, nel match di domenica scorsa contro l’Akragas. Per il resto spazio ai titolari, persino a quel Pelagatti dato in non perfette condizioni fisiche, comunque preferito a Ferrario. Che Pippo Pancaro voglia vincere lo si capisce anche quando, al 7° minuto di gioco, è costretto a modificare il piano di partenza e sostituire Russotto per infortunio. Il mister non ci pensa due volte e butta nella mischia l’ariete Plasmati, spostando sulla fascia Calil, che si adegua in tale posizione per la prima volta da quando veste la maglia del Catania. La scelta, che nell’immediato mette in condizione il Catania di passare in vantaggio, grazie all’asse Plasmati-Calderini che costruisce, ma fallisce, una doppia occasione al 15°, si rivela a lungo andare infelice: Calil si sfianca ma non riesce a trovare le giuste combinazioni, né con l’accorrente Nunzella, né con lo stesso Plasmati, che a sua volta finisce col sacrificarsi in un match non adatto alle sue caratteristiche. Entrambe le squadre, infatti, giocano palla a terra, e privilegiano le ripartenze in velocità piuttosto che i lanci lunghi; sfortuna vuole che i rossazzurri, solitamente iper-produttivi sugli esterni, non riescano a effettuare cross interessanti. Col senno di poi, inutile negarlo, pur senza poter avere la riprova del contrario, l’ingresso di un’ala veloce come Rossetti (o Di Grazia) non avrebbe snaturato le caratteristiche consuetudinarie del Catania e avrebbe permesso la costruzione di ripartenze più pericolose. Ripartenze a loro volta oggi affidate alla buona lena del solo Calderini, un giocatore che se riuscisse a fare il salto di qualità sotto il profilo dell’assistenza ai compagni giocherebbe tranquillamente in Serie B.

”Ai punti”, vince il Catania, ma fuori casa il gol è più “faticoso”
Non lo si è vinto, il derby, ma di sicuro ci sono andati più vicini gli etnei, che non i giallorossi. Il Messina è stato più costante e più intenso nella ricerca di soluzioni offensive che potessero in qualche modo insidiare la retroguardia avversaria, ma a conti fatti ha centrato la porta soltanto in tre/quattro occasioni, senza impensierire oltremodo Bastianoni. Il Catania, tra alti e bassi, ha creato più occasioni, ma soprattutto ha creato occasioni decisamente più pericolose e se oggi ha qualcosa da rimpiangere, lo deve alla scarsa mira, alla poca lucidità dei giocatori che di volta in volta (Plasmati, Calderini, Scarsella, lo stesso Calil) si sono presentati dalle parti di Berardi. La formazione di Pancaro si conferma dunque per l’ennesima volta una squadra dal grosso potenziale offensivo (regge, nonostante lo 0-0, il primato nella classifica dei gol fatti, in coabitazione con Foggia e Casertana) ma dimostra di avere qualche difficoltà di troppo in fase realizzativa lontano dalle mura amiche. Bene invece il pacchetto difensivo, che torna imperforabile dopo oltre 40 giorni (Lecce-Catania 0-0 del 3 Ottobre) e che, eccezion fatta per un paio di occasioni in cui Pelagatti si è fatto sfuggire Cocuzza, ha tutto sommato retto senza grossi patemi le avanzate messinesi.

Foggia al “Massimino”: sfida che si preannuncia spettacolare, in attesa del CONI
Se la prima prova di maturità che fa seguito al primo periodo di flessione stagionale non è andata nel migliore dei modi, il calendario ne offre subito un’altra ai rossazzurri: sabato sera al “Massimino” arriverà infatti il Foggia allenato dall’apprezzato ex Roberto De Zerbi. Si tratta di una squadra molto simile a quella etnea, fondata anch’essa sulla ricerca del gioco e del possesso palla da imporre all’avversario di turno, dotata di un organico di spessore per la categoria, spinta da un pubblico caloroso che però, proprio come il Catania, non ha ancora trovato un ritmo da “leader” del Girone C, in quanto capace di alternare sonanti vittorie a inaspettati tonfi, come quello rimediato ieri, in casa, contro l’insospettabile Monopoli. L’occasione per i ragazzi di Pancaro è dunque ghiotta: contro i rossoneri non mancheranno certo spazi in cui inserirsi. Si prevede quindi una partita da “over”, ma anche da tripla, in cui può accadere di tutto. Molto dipende dalle scelte del tecnico, che senza Falcone e Russotto dovrà restituire un assetto credibile al proprio reparto avanzato; a centrocampo, invece, il possibile recupero di Castiglia (la cui assenza è pesata parecchio) ridarebbe compattezza e completezza al reparto e alla squadra. Ma a prescindere da chi verrà impiegato, sarà parecchio importante portare a casa un buon risultato, perché si tratterà della partita che precede la decisione del CONI sul -9 inflitto dalla Corte Federale d’Appello. Più punti si faranno in campo, più inciderà in positivo (o inciderà di meno in negativo) sul morale del gruppo l’esito della trattazione del ricorso.

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