Messina-Catania 2-0: occasioni mancate
Nino Russo
Andrea Russotto, prestazione insufficiente

Messina-Catania 2-0: occasioni mancate

TOPICHE DIFENSIVE
Si è fermata in riva allo stretto la corsa del Catania verso la Coppa Italia di Lega Pro edizione 2016-17. Allo stadio “Franco Scoglio” di Messina, nella gara secca valida per i sedicesimi di finale, i rossazzurri di mister Pino Rigoli sono stati sconfitti dai ‘cugini’ biancoscudati per 2-0. Decisiva per i peloritani la doppietta messa a segno dal palermitano Giuseppe Madonia, che da vecchio ‘lupo di mare’ ha approfittato nel miglior dei modi di due svarioni clamorosi commessi, uno per tempo, da Andrea De Rossi prima e da Valerio Nava poi. Due episodi che hanno deciso una partita assai equilibrata ed a tratti anche ‘bruttina’. Risultato giusto, che consente la formazione di mister Cristiano Lucarelli (alla terza vittoria in quattro partite tra campionato e coppa) di continuare l’avventura nella manifestazione.

PRESTAZIONE AMPIAMENTE INSUFFICIENTE
Al di là del risultato, di una sconfitta in un derby che è sempre fastidiosa, l’elemento peggiore lasciato in dote dal pomeriggio peloritano è rappresentato dalla prestazione ampiamente negativa sfoderata dalla compagine rossazzurra. In vista dell’ardua trasferta di Foggia, match di campionato in programma domenica prossima, mister Pino Rigoli, saggiamente, ha deciso di dare spazio a tutti quei calciatori che avevano trovato poco spazio e alle ‘seconde linee’, anche se tanto seconde non sono. A parte Bastrini e Sibilli, fuori per motivi fisici, hanno visto la gara tra tribuna e panchina i vari Bergamelli, Bucolo, Mazzarani, Di Cecco, Di Grazia, Biagianti e Paolucci. In campo, a parte i ‘senatori’ Pisseri e Djordjevic, chance dal primo minuto per i ‘convalescenti’ De Rossi, Fornito e Piscitella; per i cinque big che a settembre erano titolarissimi, ovvero Nava, Scoppa, Silva, Calil, Russotto e per l’esordiente De Santis. Morale della favola, l’unico a portare a casa una sufficienza piena è stato il giovanissimo difensore. Nonostante la giovane età, classe 1997, Ivan di Conversano (prodotto del vivaio milanista), ha guidato l’inedita retroguardia etnea con il carisma e il temperamento di un veterano consumato. Una buona notizia – forse l’unica del pomeriggio – per mister Pino Rigoli in vista delle prossime gare.

RUSSOTTO-CALIL: COSI’ NON VA
Nella sala stampa del “Franco Scoglio” un amareggiato Pino Rigoli non ha nascosto la propria delusione: “Mi aspettavo qualcosa in più in termini di voglia, determinazione e di atteggiamento. Abbiamo inciso poco in alcuni momenti della gara, soprattutto quando il Messina era in difficoltà. Da Russotto mi aspettavo molto di più in termini di incisività in attacco”. E’ inutile negare che, dopo la clamorosa squalifica per ‘frasi blasfeme’ rimediata dopo la gara con il Lecce, ci si attendeva da Andrea Russotto un prestazione grintosa e vogliosa. Come non detto. Nello spelacchiato manto peloritano, l’ex catanzarese, è parso un autentico fantasma. Primo tempo da dimenticare, con un tiro-cross salvato dal sempre attento Berardi come unico ‘lampo’. Anche nella ripresa, con il Catania schierato con un offensivo 4-2-4 (con l’inserimento di Barisic e Anastasi per Silva e Piscitella), Russotto non ha mai inciso sulle sorti della gara. Sulla stessa scia del numero 10 etneo anche Calil, protagonista di un’altra prova negativa. Doveva essere l’occasione per scalare qualche posizione nelle gerarchie di mister Rigoli, ma i due attaccanti, soprattutto l’italiano, hanno fallito miseramente. Discorso diametralmente opposto per Valerio Anastasi. L’attaccante catanese, in campo per buona parte del secondo tempo, è stato il giocatore più pericoloso degli etnei. Due conclusioni pericolose, una di piede e una di testa, e una prestanza fisica considerevole che ha infastidito la retroguardia peloritana tutt’altro che impeccabile. Voglia di fare che, a differenza di alcuni compagni con un pedigree migliore, al buon Anastasi da Catania non è mancata.

TESTA AL FOGGIA
Archiviata la Coppa Italia le attenzioni degli etnei si concentrano esclusivamente sul campionato. Domenica pomeriggio i rossazzurri renderanno visita al quotato Foggia di mister Giovannino Stroppa, formazione compatta costruita con il chiaro intento di vincere il campionato. Avversario difficile, in un campo ostico, per un Catania chiamato alla conferma in trasferta dopo le tre vittorie consecutive (intervallate dal pari di Melfi) rimediate contro Messina, Lecce e Paganese.

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