Nasce a Catania il FilFest
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Nasce a Catania il FilFest

Quale modello di sviluppo urbano? Quale modello di vita futuro, sostenibile ed eco compatibile? La felicità interna lorda o FIL sembra essere la formula in grado di misurare uno standard di benessere delle persone in un determinato territorio ma pare rappresenti anche un mordente ideologico che intende indicare una strada per un futuro possibile su questo pianeta.

Stanchi delle misurazioni cartesiane del PIL prodotto interno lordo, che non fanno altro che svilire le nostre vite, ingabbiandole in schemi di statistiche e percentuali, devote al potere economico e consumistico, la felicità interna lorda invece si staglia come baluardo di un nuovo paradigma politico cognitivo e oserei dire sociale.

Ecco che a Catania se ne sono accorti un gruppo di giovani i quali hanno organizzato per il prossimo weekend il primo FILFEST siciliano: Festival della felicità interna Lorda.


Da giovedì 4 dicembre a Sabato 6 dicembre il Festival andrà in scena tramite un articolato programma di eventi, conferenze e incontri che si terranno tra il Palazzo della Cultura di Catania, l’orto botanico e il Zo Centro Culture Contemporanee. Il tema della manifestazione saranno le “Città felici”, pertanto il festival sarà occasione per condividere visioni ed esperienze legate alle città, ma anche scambiarsi nuovi stimoli creativi e delineare prospettive di azione sugli spazi urbani.

Tra gli incontri da segnare in agenda sicuramente c’è il laboratorio maieutica di giovedì a palazzo della cultura a cura del “Centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci", il gandhi siciliano, a cui interverranno tra gli altri anche il figlio Amico Dolci, Giuseppe Barone, Pino Lombardo e Umberto di Maggio. Sabato sarà la volta invece di «Permacultura», ovvero quel metodo che offre un approccio per progettare sistemi equilibrati, sostenibili ed estetici basati sull'imitazione dei sistemi naturali, per capire insieme come applicarli alla progettazione urbana e alla vita quotidiana.

Nel pomeriggio sempre a Palazzo della cultura, da appuntare sul taccuino, c’è «RigenerArti: urbanesimo creativo e di partecipazione», Un dibattito che ha il sapore di un bel brain-storming con la partecipazione di diverse realtà attive nel Centro-Sud d’Italia che hanno già sviluppato buone pratiche di metamorfosi sociale, quali: Farm Cultural Park (Favara),

Borghi Attivi (Abruzzo), A di città (Rosarno), il gruppo di Renzo Piano G124 (Roma, Torino, Catania), Urban Talent Lab e Abadir (Catania); Un incontro questo che metterà a fuoco la capacità di incidere sull'organizzazione dello spazio urbano attivando dinamiche socialmente creative.

Anche San Berillo, l’ex quartiere a luci rosse di Catania sarà presente al Festival, perché in questo rione qualcosa si muove e nuove prospettive di sviluppo antidegrado si fanno sempre più tangibili, grazie anche al contributo del comitato “Cittadini attivi”. Ed ecco da segnalare la mostra fotografica del vecchio quartiere a cura di Luigi Lipani e Gaetano Randazzo.

Ma tornando all’idea base del festival, la felicità interna lorda. Questa non è un tentativo di quantificare la felicità. Bensì è un indicatore che dovrebbe essere inserito in un quadro di riferimento di comparazione tra i territori, regioni o paesi, che è centrato sul fatto che il benessere è più importante dei consumi. Tra i criteri presi in considerazione ci sono la qualità dell'aria, la salute dei cittadini, l'istruzione, la ricchezza dei rapporti sociali. Ma in tutto sono 33 gli indicatori con 124 variabili che fanno riferimento a nove aree d’interesse: benessere psicologico, salute, uso del tempo, istruzione, multiculturalità, buon governo, vitalità sociale, tutela della biodiversità e qualità della vita.

Questi sono i criteri principali che il Bhutan, piccolo stato dell’Asia considerato il precursore dell’introduzione del FIL nel mondo, ha già da 4 anni adottato come indicatori per calcolare il benessere della sua popolazione. Secondo alcuni dati questo paese è uno dei più poveri dell’Asia. Tuttavia, in base ai sondaggi, è anche una delle nazioni più felice del continente. Ma il Fil non è l’unico indicatore di riferimento, ci sono anche altri indicatori correlati da prendere in considerazione, nell’ottica di un rinnovamento cognitivo e politico.

L'Indice di benessere economico sostenibile, per esempio inserisce anche il tempo libero, la distribuzione del reddito, il deperimento delle risorse naturali e le perdite economiche dovute al degradamento dell’ambiente. in questo modo, secondo alcuni analisti, potrebbe essere considerato un indicatore economico alternativo al prodotto interno lordo.

Di fatto non sappiamo Catania che posizione occupi nella classifica del FIL mondiale, tuttavia si può affermare che per vitalità sociale siamo messi bene, sugli altri criteri elencati prima è meglio non esprimersi. Ma considerando che tra gli indicatori presi in considerazione c’è anche il sonno, credo i catanesi e i siciliani in genere potrebbero ambire a degli ottimi piazzamenti.

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