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"No alla riforme delle province": cresce fronte a favore riforma Delrio

“Hanno avuto bisogno di rispolverare una legge del ’46, con l’unico risultato di espropriare i cittadini del diritto al voto”. Nello Musumeci non ha mai fatto mistero di essere contrario alla legge di riforma che in Sicilia ha abolito le Province ed istituito i Liberi consorzi. E non è il solo. La compagnia dei contrari adesso si allarga però a quanti, il presidente dell’Ars Ardizzone primo tra tutti, pensa sia il caso di uscire dallo stallo che nella nostra Regione, darà luogo all’ennesima proroga dei commissari straordinari.

La legge 7 aprile 2014 n. 56, detta legge Delrio dal nome dell’ex ministro per gli Affari regionali e attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, di fatto ha trasformato il turno amministrativo in elezioni di secondo grado.

Le nuove disposizioni elettorali sono state introdotte dalla Legge 56/14 di riforma delle Province e delle Città metropolitane. Nelle Città metropolitane si vota per eleggere i Consiglieri metropolitani: il sindaco del Comune capoluogo è sindaco della Città metropolitana. Nelle Province si vota per eleggere i presidenti di Provincia e i Consiglieri Provinciali. A scegliere i rappresentanti sono i Sindaci e i Consiglieri comunali dei Comuni, mentre sono sono eleggibili i sindaci e i Consiglieri Comunali, e, solo per le Province e solo per la prima tornata elettorale, anche i consiglieri provinciali uscenti.

Il voto di ciascun elettore è “ponderato”, è cioè proporzionale al numero di cittadini che il consigliere comunale e il sindaco rappresentano all’interno dell’intero corpo elettorale della Provincia, in base alla popolazione residente nel Comune di appartenenza. In caso di parità è eletto il più giovane.

Negli stessi giorni in cui, il resto del Paese va dunque a rinnovare gli enti territoriali di area vasta, è stato formalizzato il deposito, venerdì scorso, del disegno di legge n.819, recante “Disposizioni in materia di Liberi Consorzi di Comuni, Città Metropolitane e fusione di Comuni. Norme di attuazione della Legge Regionale 24 marzo 2014, n.8 e di adeguamento ai principi fondamentali dell’ordinamento della Repubblica” proposto dall’on.Totò Lentini (Articolo 4), che prevede il recepimento delle norme della Legge Delrio (n.56/2014) in materia di “enti di area vasta”: Città Metropolitane e Liberi Consorzi di Comuni, che succederanno alle ormai disciolte Province regionali.

Con un provvedimento proprio (garantendo così la potestà legislativa autonoma) la Regione recepisce in toto le norme della legge nazionale, in materia di funzioni, organizzazione ed elezione dei vertici dei nuovi enti, superando l’impasse determinatosi dopo l’approvazione della L.R. 8.

I nuovi organismi, esattamente come previsto dalla “Delrio”, verrebbero individuati con elezioni di “secondo livello” ed i loro componenti svolgerebbero le funzioni a titolo gratuito.

La norma proposta fissa scadenze precise ed inderogabili, individuando i compiti di ciascun livello istituzionale coinvolto, e le concrete modalità per l’avvio dei nuovi enti ed il passaggio ad essi delle competenze, del patrimonio e del personale delle ex Province.

Si prevedono, inoltre, norme per agevolare la fusione fra Comuni (maggiori trasferimenti, possibilità di istituire circoscrizioni corrispondenti ai vecchi Municipi con incarico gratuito per i componenti, premialità nell’accesso alle misure di finanziamento) e per la soppressione degli organismi intermedi.

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