Omicidio Loris, sequestrato GPS della madre; fascette sequestrata, forse compatibili con quelle dell'omicidio
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Omicidio Loris, sequestrato GPS della madre; fascette sequestrata, forse compatibili con quelle dell'omicidio

Ci sarebbero delle novità nelle indagini sulla morte del piccolo Loris, riguardanti la madre, che ieri è stata ascoltata fino a sera tardi in questura dalle autorità inquirenti: la Polo nera di Veronica Panarello, la mamma di Loris, infatti, non avrebbe mai raggiunto la mattina di sabato 29 novembre la scuola frequentata dal piccolo, come invece ha raccontato la donna. Le telecamere nei pressi della scuola, infatti, non registrano mai un'immagine della vettura nell'orario indicato dalla madre del bambino.

E poi c'è un altro giallo: sarebbero compatibili con quella utilizzata per strangolare Loris le fascette di plastica che la mamma del bambino ha consegnato nel pomeriggio di lunedì scorso, assieme ad altro materiale scolastico che apparteneva al piccolo, alle sue due maestre. Per avere un riscontro definitivo occorreranno giorni.

"Secondo quanto mi hanno raccontato le maestre, la mamma di Loris quando sono andate a trovarla per farle le condoglianze ha consegnato loro delle fascette per farle vedere" perché avrebbero fatto parte di un lavoro non concluso a scuola. Lo afferma la preside della Falcone-Borsellino di Santa Croce Camerina, Giovanna Campo, su ricostruzioni di stampa, "escludendo che a scuola siano state chieste fascette: sono oggetti pericolosi" e "nessuno ne ha portate in aula, se non di nascosto".

Esami su Gps per verificare percorso auto - Nuove indicazioni sul percorso seguito il 29 novembre scorso, giorno della scomparsa di Loris, dall'auto della madre potranno venire dall'esame del rilevatore Gps presente sulla vettura. Tecnici stanno cercando di accertare se è possibile estrapolare dati utili. La notizia, anticipata da La Sicilia, ha trovato più conferme. "La mamma di Loris ha autorizzato volontariamente l'acquisizione del Gps - spiega il legale di Veronica Panarello, l'avvocato Francesco Villardita - che era stato istallato nella sua auto nell'ambito di un contratto stipulato con la compagnia assicurativa. Non è stato sequestrato, così come la Polo: è acquisita agli atti dell'inchiesta perché la mia assistita non è indagata. Ed è estranea ai fatti".

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