Palermo-Catania: Passeggiando senza bicicletta
Franco Barbagallo Acifotopress

Palermo-Catania: Passeggiando senza bicicletta

Pensiamo a salvarci...
Ciò che avevo paventato qualche giorno fa, purtroppo, si è materializzato. Il Catania è sceso al “Barbera” con lo stesso atteggiamento sciorinato dalla Lazio un paio di settimane fa al “Massimino”. E il risultato, più o meno, si è rivelato uguale. Con l’aggravante che Catania-Lazio è una partita come le altre, mentre oggi si trattava del derby. Un derby con 700 splendidi tifosi al seguito che, di certo, meritavano un "trattamento" diverso. Lento, molle, svagato, probabilmente il peggior Catania degli ultimi due anni. Un Catania incline al dolce passeggio sulla non verdissima erba della Favorita si è fatto nettamente superare in fatto di grinta, corsa, voglia di vincere da un Palermo “operaio”, fra l'altro privo del suo centrocampista di maggior esperienza e classe, lo squalificato Barreto. Francamente, giocando così, non vediamo come si possa pensare di sfatare il famoso “tabù esterno” o coltivare sogni di gloria. E veniamo al dunque: ogni volta che qualcuno arrischia la parola “Europa League” finisce così. Tagghiamula! Siamo a -21 dalla salvezza, questo dobbiamo pensare. Dobbiamo riflettere sul fatto che abbiamo un’ottima classifica in proiezione "permanenza in A". Punto. Quando, e se, riusciremo a vincere due partite di fila in esterna, forse, potremo parlare di cose differenti. Questa squadra, ancora, mostra l’alternanza di rendimento casa/fuori tipica dei team da seconda fascia, ribadiamolo. E pensiamo di conseguenza...

Approccio sbagliato
Lodi dice che il Catania ha perso prima di scendere in campo. Perché? Sono più forti del Palermo, si sono potuti ben allenare, non hanno ricevuto pressioni, la società li ha protetti con il silenzio stampa, non rispondendo ad alcuna provocazione. Probabilmente si sono “scaricati” ancor prima di scendere in campo, al contrario dei rosanero, elettrici come non mai. In realtà, è successo quanto accadeva, a parte invertite, nelle stagioni scorse: la squadra meno attrezzata ha trovato le motivazioni giuste per mettere in difficoltà quella più forte ma meno “affamata”. Nel calcio le motivazioni contano eccome, a Catania lo sappiamo bene. E ci siamo caduti puntualmente. Può capitare di sbagliare una partita, per carità, però ciò che si fa fatica a comprendere è la prestazione di alcuni elementi che erano chiamati a dare risposte di un certo tipo. Per esempio Barrientos. Uno che combina tutto quello che ha combinato ultimamente il “pitu” per qualche sostituzione a pochi minuti dalla fine non può poi giocare così in una gara tanto sentita dai tifosi. Anche Almiron, dopo i due gol al Chievo, è tornato a standard di rendimento, soprattutto in termini dinamici, assai modesti. Sostanzialmente i due hanno quasi camminato in campo alla Favorita. Inaccettabile. Come, francamente, non si può non pensare che questa sia stata l’ultima chance concessa a un impalpabile Morimoto, chiamato a misurarsi con una delle difese più scarse del campionato. La sua regressione a livello di rendimento nelle ultime stagioni è quasi spaventosa. Non è che Doukara abbia fatto tanto meglio, ma almeno ha dato l’impressione di esserci dal punto di vista della presenza mentale. Ma addossare le colpe di questa sconfitta a loro tre sarebbe ingeneroso. È stata la squadra nel suo complesso, Maran in testa con scelte poi rivelatesi infruttuose, a fallire l’appuntamento senza appello. Spolli e Legrottaglie hanno disputato il peggior match della loro esperienza catanese, facendosi mettere in croce da Brienza, Ilicic e Miccoli. Quasi inguardabili i gol subiti, addirittura con facilità irrisoria, inusuale da riscontrare in Serie A. Marchese per la prima volta o quasi insufficiente in questo campionato. Izco in difficoltà, sfortunato e infortunato a fine primo tempo. Gomez efficace solo nell’ultimo quarto d’ora. Unici a salvarsi, Lodi, ancora splendido su punizione, nonché Andujar, incolpevole sulle reti subite e ottimo in alcuni interventi. Insomma, resettiamo tutto.

In emergenza con il Milan
Anche perché venerdì giunge al “Massimino” il Milan e il problema più grave emerso dal mezzo disastro del “Barbera” non è la sconfitta, quella è meritata e può anche starci, ma i due cartellini gialli subiti da Spolli e Gomez (ingiusti, fra l’altro) e l’infortunio di Izco che, sommati ai problemi di Bergessio, la cui assenza si è sentita oggi tantissimo, considerato che le due alternative non si sono rivelate fulmini di guerra, daranno filo da torcere a Maran. Probabilmente, se Gonzalo non dovesse recuperare, si dovrà giocoforza pensare a un cambio di modulo, giocando magari con un 3-5-2, con Castro in mezzo e due punte. Ma dovrà cambiare la testa. Giocare come al "Barbera"sarebbe una tragedia. In casa il Catania non l’ha mai fatto. Quindi, fiducia! Let’s go, Liotru, let’s go!!!

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