Palermo, Epifania amara: è 1-3 con la Fiorentina
Ilicic, sue due delle tre reti, marcato a fatica da Jajalo

Palermo, Epifania amara: è 1-3 con la Fiorentina

Rientro decisamente amaro per il Palermo di Ballardini, che alla ripresa del campionato trova solo carbone nella calza della Befana. Non funzionano gli esperimenti del tecnico (Brugman-Vazquez alle spalle di Trajkovski unica punta con Gilardino che parte dalla panchina, il doppio cambio di modulo nella ripresa), troppo forti e organizzati gli ospiti ‘telecomandati’ da Paulo Sousa e regolati dal metronomo Borja Valero. Luce spenta in casa rosanero, non inganni il risultato con vittoria ospite di misura.

La Fiorentina fa la partita sin dal primo minuto e domina per tutta la durata del primo tempo (pena poi calare col passare dei minuti, con un finale più prudente), i rosa non si rendono mai pericolosi dalle parti del portiere avversario. Lavora un po’ di più Sorrentino, battuto per due volte già prima dell’intervallo. Una prodezza di Ilicic sblocca la gara: controllo in corsa con tanto di tunnel ai danni di Goldaniga, secondo tocco a seguire e destro rasoterra vincente. Un gol da campione per lo sloveno, ex della gara che come nella passata stagione colpisce ma non esulta. E il 72 viola concede il bis in chiusura di tempo, splendido il suo sinistro dal limite per il 2-0 toscano. Pioggia di fischi al rientro negli spogliatoi e musica che non cambia neanche nella ripresa con ben due modifiche al modulo iniziale.

Incredibile, ma vero, fino ad un certo punto la migliore occasione del Palermo porta la firma del viola Astori: colpo di testa indietro per un ‘quasi autogol’ che Tatarusanu evita di puro istinto. Il gol, comunque, il Palermo lo fa alla mezz’ora con Gilardino che realizza di testa su invito di Vazquez dopo una buona iniziativa di Morganella: due subentrati e il giocatore di maggiore qualità confezionano la rete che riapre – almeno per ciò che riguarda il risultato – la partita. In realtà la gara la controllano bene gli uomini in maglia bianca, aiutati pure da alcune decisioni arbitrali dubbie (ma ad onor del vero solo discutibili ma mai scandalose). E in pieno recupero la Fiorentina cala il tris con Blaszczykowski. Troppo debole il Palermo, tutto troppo brutto per essere vero: motivata la delusione della piazza, i segnali sono tutti negativi e paiono giustificati i fischi e il clima poco sereno venutosi a creare.

C’è tanto da rivedere, c’è molto da fare sul mercato ma non solo. Questo è un Palermo che non sta bene dal punto di vista psico-fisico, occorre lavorare soprattutto sulla testa dei calciatori. A livello tecnico la rosa è quella che è, poche buone individualità circondate da mediocri portatori d’acqua e con uno dei migliori portieri della Serie A costretto però a soffrire settimana dopo settimana. Palla alla società, che dopo molte parole dovrà passare ai fatti, ma palla anche alla squadra chiamata a dare risposte convincenti sul campo.

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