Palermo, Zamparini non si arrende
Il presidente Zamparini oggi in conferenza stampa

Palermo, Zamparini non si arrende

Lunga conferenza stampa del numero uno rosanero Maurizio Zamparini, che ha parlato del presente e del futuro del Palermo. Subito un messaggio per i palermitani: "Il Palermo non è di Zamparini, è dei tifosi e della città, è un momento cruciale per la mia storia nel Palermo e abbiamo bisogno dell'energia positiva di chi ci crede. Sono qui per chiedervi aiuto, dopo tanti anni di presidenza, perché la squadra è la vostra. Io oggi sono qui, ma prima o poi questo percorso finirà, quindi aiutate voi stessi perché il Palermo è vostro, è della città. I tifosi devono dare amore, affetto e convinzione alla squadra”.

Quindi un tuffo nel recente passato con gli arabi che tornano di moda nel futuro di Zamparini. "Sto cercando di fare entrare capitali importantissimi nel Palermo, sarà l'ultimo regalo che farò a questa squadra. Sto lavorando con gli arabi, siamo in una fase finale e molto avanzata. Lavoro con il sindaco Orlando, perché questi investitori vogliono spendere in Sicilia e a Palermo. Questo paese sta morendo, ha bisogno di trovare investitori. Noi tra 15 giorni saremo in Bahrain, ci sarà anche il sindaco. Il Palermo viene visto come il faro, punto di aggregazione e immagine in tutta questa operazione".

Importante poi l'annuncio dell'imminente rinnovo di Fabrizio Miccoli, la cui avventura in Sicilia sembrava giunta al capolinea soltanto poche settimane fa. "Miccoli resterà con noi a vita, per altri due anni, stiamo lavorando su questo. Miccoli ha l'entusiasmo per fare ancora il capitano e guidare la squadra. Il suo rinnovo non è in discussione, senza Miccoli non ci possiamo salvare". A seguire qualche piccola stoccata a Lo Monaco e Gasperini, con qualche rimpianto per l'addio di Brienza; una lucida analisi del campionato rosanero ha portato il presidente a parlare di infortuni, episodi e sfortuna in un'annata maledetta.

C’è stato spazio anche per parlare della contestazione post ribaltone tecnico-societario, che ha segnato l’insediamento del duo Perinetti-Malesani. Quindi la conferma del premio salvezza promesso alla squadra. "I tifosi che mi contestano sono reali, non sono la maggioranza ma esistono. Perché non sarà come Venezia? Palermo è una cosa diversa, solo io potevo fare calcio lì. Palermo ha centinaia di migliaia di abitanti, stiamo lavorando con Orlando per il centro sportivo e lo stadio; stiamo andando avanti nonostante tutto. Il premio salvezza? Non penso dia più motivazioni. I soldi non servono a dare la felicità, ma al massimo a togliere l´infelicità".

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