Palermo, ecco il ds e il nuovo allenatore
© Alessandro Rubino (retepalermo/siciliatoday)
Bruno Tedino e Fabio Lupo, rispettivamente tecnico e direttore sportivo dei rosanero

Palermo, ecco il ds e il nuovo allenatore

Uno si chiama Lupo ma pare scaltro come una volpe, l’altro si chiama Tedino ed è tutto fuorché un agnellino: buone, nel complesso, le impressioni sul nuovo corso rosanero dopo la presentazione del ds e dell’allenatore del Palermo. Due elementi scelti da Zamparini, avallati da Baccaglini e chiamati ora al difficile compito di sconfiggere la diffidenza e il malcontento generale venutosi a creare nelle ultime settimane.

Determinati e affatto insicuri nonostante forti pressioni ambientali, il direttore sportivo e il tecnico provenienti da realtà di Lega Pro e catapultati nel tritacarne palermitano hanno mostrato davanti a telecamere e microfoni una tranquillità che alla vigilia non era poi così scontato aspettarsi. Senza dubbio la serenità di chi è conscio delle proprie potenzialità si è avvertita da tutte le dichiarazioni, i due hanno risposto con testa alta, voce sicura e una comunicazione non verbale che mai ha tradito nervosismo o insofferenza.

Prime frasi di rito, quindi l’ostentazione di una motivazione forte accompagnata da idee chiare: il ds Lupo con razionalità e una dialettica convincente ha affrontato i temi di mercato mettendo da parte ogni indecisione, spazzando via le perplessità iniziali. “Ci hanno dato una bicicletta e devo pedalare forte e metterci tutto ciò che ho per fare la squadra in questi pochi giorni”, ha detto sottolineando successivamente anche l’unità di intenti con mister Tedino. C’è feeling tra i due, la sintonia sembra quella giusta. Si vuole ripartire da Nestorovski, Rispoli e perché no Goldaniga: “Sono imprescindibili, chiuderemo le porte per non farceli portare via” ha detto il direttore sportivo che ha confermato a chiare lettere i preventivati addii a Gazzi e Diamanti senza troppi giri di parole. Quantomeno nelle intenzioni pare sincero, ma al tempo stesso scaltro e capace di indorare la pillola quando serve.

Mole importante a livello fisico, ma agilità invidiabile sul piano oratorio, per Tedino: timido solo in apparenza, sa bene cosa dire e cosa fare pure lui. Trascinare i tifosi per fargli ritrovare entusiasmo è uno degli obiettivi, la voglia e la passione sono le armi del tecnico ex Pordenone che ad un tratto ha sentenziato: “Siamo stati scelti perché abbiamo il fuoco dentro”. Niente male come biglietto da visita. Il gioco sarà l’altro grimaldello per fare breccia nel cuore della squadra e del tifo rosanero, l’intenzione è quella di mettere insieme un gruppo con un’identità e una compattezza tali da farlo risultare forte e con gli attributi a prescindere dai nomi che andranno a formare il parco giocatori. Denominatore comune dovrà essere la caratura morale dei calciatori, per il resto l’orchestra dovrà avere tutti gli strumenti giusti per eseguire al meglio uno spartito imbottito di note come la tecnica e la velocità: “Dobbiamo costruire una squadra elastica. La nostra idea è quello di meno possesso e più verticalizzazioni, il mio – ha detto Tedino – è un calcio con grande velocità di esecuzione”.

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