Palermo, il movente dell'assassino del benzinaio:
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Palermo, il movente dell'assassino del benzinaio: "Prezzi troppo alti"

Gli investigatori della squadra mobile hanno fermato un uomo, di cui non è stata resa nota l'identità, che ha confessato di essere il responsabile dell'omicidio di Nicola Lombardo, il benzinaio di 44 anni ucciso sabato pomeriggio presso il distributore di piazza Lolli a Palermo. L'omicidio sarebbe stato originato da una lite sul prezzo del carburante dopo il pieno. Il Pm Ennio Petrigni, che ha condotto l'interrogatorio in questura dell'indiziato, ha contestato l'aggravante dei futili motivi.

L'indagine è stata coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Gli investigatori sono riusciti a risalire all'assassino dopo avere visionato le immagini degli impianti di videosorveglianza di numerosi negozi della zona. L'uomo, giunto al distributore a bordo di una Fiat Uno, avrebbe sparato alle spalle dell'impiegato dell'impianto al termine del rifornimento. Nicola Lombardo, trasportato subito in ospedale, era morto poco dopo il ricovero. Il fermo è avvenuta a conclusione di una giornata di controlli e interrogatori. L'ipotesi di una rapina finita nel sangue, avanzata inizialmente dagli investigatori, aveva perso ben presto consistenza.

Anche la pista mafiosa, legata al proprietario del distributore risultato fratello di Francesco Nangano, ucciso il 16 febbraio 2013 in un agguato di stampo mafioso, era stata ben scartata dagli inquirenti a causa delle modalità anomale del delitto. In serata la svolta alle indagini con l'arresto dell'assassino che ha confessato rivelando anche lo sconcertante movente.

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