Palermo, pirotecnico 3-3 con l'Empoli

Palermo, pirotecnico 3-3 con l'Empoli

Terza giornata di campionato, prima partita vera dopo due insipidi assaggi nelle scorse settimane. Due retrocesse, ora candidate alla promozione diretta, danno vita ad uno spettacolo dal sapore di Serie A che si chiude bene ma non benissimo per i colori rosanero: resta l’amaro in bocca per una vittoria sfumata a pochi metri dal traguardo, sebbene il pareggio finale rispecchi tutto sommato quanto fatto vedere dalle due compagini. Pericoloso e imprevedibile l’undici palermitano, solida e mai doma la squadra toscana capace di non mollare fino all’ultimo minuto.

Prima frazione di gioco positiva in chiave Palermo, sugli scudi soprattutto Coronado e Gnahoré con la loro tecnica senza ombra di dubbio superiore alla media della categoria. I colpi ‘alla Miccoli’ del folletto ex Trapani scaldano i pochi intimi presenti allo stadio, che nel giro di cinque minuti tra il decimo e il quarto d’ora vedono andare due volte in gol i rosanero: vantaggio firmato Cionek, che di testa batte il portiere su invito da calcio di punizione di Coronado. Il fantasista poco dopo firma personalmente il raddoppio, splendida conclusione dal limite dell’area che non lascia scampo a Provedel. L’Empoli è squadra vera, non si lascia abbattere e prova a reagire accorciando le distanze grazie al grossolano errore sul primo palo dell’insicuro Posavec sull’innocuo colpo di testa di Simic. Dopo neanche mezz’ora è già 2-1, con gli ospiti che ci riprovano successivamente pure con Caputo e Castagnetti.

In ombra Nestorovski (giustamente sostituito), meglio dal lato opposto il rivale empolese Caputo che in avvio di ripresa la pareggia con un bel tiro che gela un Palermo rientrato dagli spogliatoi al piccolo trotto. Il centrocampo passa nelle mani dei toscani, abili nell’occupare meglio gli spazi e nel manovrare con il fraseggio corto. Alla mezz’ora del secondo tempo la caparbia e fortunosa percussione di Rispoli sulla destra porta all’inserimento vincente di Gnahoré che beffa il portiere in uscita bassa e realizza la rete del nuovo vantaggio palermitano. Un lampo che spezza la monotonia in una fase complicata del match per gli uomini di mister Tedino. Il finale di gara vive su equilibri sottili, con i rosanero impegnati nel tenere a bada gli assalti della squadra di Vivarini: in pieno recupero l’episodio decisivo ai fini del risultato, il calcio di rigore realizzato dal bomber Caputo per il 3-3 che chiude la contesa tra due delle annunciate protagoniste del campionato cadetto.

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