Papa Francesco e il condono morale dei media
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Papa Francesco, distorto il suo messaggio dai media

Papa Francesco e il condono morale dei media

Nell'ormai famosissima intervista di Padre Antonio Spadaro, direttore della rivista “Civiltà CattoliCa”, Bergoglio parla di una Chiesa come ospedale da campo, che raccoglie persone ferite dalla vita e le cura. Si parla di battaglie della vita, di ferite, di sofferenze, non di una borghese intonacata dell’anima, per cui ogni scelta è giusta e ingiudicabile secondo il più banale relativismo.

Ma ci risiamo. Il Pontefice parla di omosessuali divorzio, convivenza civile e aborto e i media tutti lì, pronti ad elemosinare un’apertura al neopaganesimo imperante dei costumi attuali, un condono generalizzato un lavaggio di coscienza collettivo.

È come se avessimo tutti bisogno di sentirci dire che siamo apposto, che il male non esiste e se esiste sta molto lontano da noi , una pacca sulla spalla e via. Ed è come se inconsciamente tutti credenti e non ci aspettassimo dalla Chiesa questo colpo di spugna morale, impersonale e collettivo.

Ma Papa Francesco va molto oltre, va diretto all’annuncio di Gesù Cristo, dice che Cristo è davvero risorto, che è l’unico che perdona accoglie prende su di sé il male altrui e dona senso alle nostre sofferenze.

Il vicario di Cristo ci dice che la Chiesa è da sempre aperta a chiunque è nella sofferenza e cerca Dio con cuore sincero. Il vescovo di Roma non guarda al fragore dei titoloni isterici “la chiesa apre a gay e divorziati”, ma dice a ciascun uomo (a prescindere se divorziato o omosessuale), ad ogni persona che si possa sentire rifiutata, che nella Chiesa potrà avere un incontro con un uomo che lo sta aspettando a braccia aperte, che sta soffrendo con e per ognuno di loro.

Qui non si tratta di aprire a questa o a quella categoria; come se a certa carta stampata interessasse veramente della comunione a gay e divorziati; ma non scherziamo! Questi media si aspettano una retromarcia della dottrina della chiesa sulle posizioni morali, una dichiarazione del tipo “fino ad oggi ci siamo sbagliati…. Ostia per tutti”. Chiaramente partendo da questo obiettivo si può strumentalizzare ogni dichiarazione.

Mi piace riccordare come Gesù di fronte all’adultera colta in flagrante adulterio irrompa col perdono, con questa forma di amore che oltrepassa la morte; solo dopo aver fatto gustare alla donna il sapore del perdono, del proprio amore per lei, le dirà “adesso va e non peccare più”.

Questo “va e non peccare più” non può esser tolto dal contesto dell’incontro profondo con Cristo e dal perdono ricevuto; allo stesso modo Papa Bergoglio nell’intervista in questione afferma che la Chiesa non può esser ridotta ad un insieme di precetti morali. I precetti morali sono una conseguenza dell’aver respirato il “profumo del Vangelo”, dell’aver ricevuto l’annuncio di Cristo morto e risorto.

Che tristezza vedere tutto questo distorto, violentato e ridotto al solito titolone da prima pagina “la chiesa apre a gay e divorziati”.

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