Profumo di Banca, Profumo di Intesa

Puntuale come un orologio svizzero è la boutade contro la Chiesa Cattolica in tempi di crisi.

Lo scorso anno i banchieri novelli governanti la adoperarono per dirottare il malcontento popolare contro la falsa esenzione dall’ICI dei beni e delle attività ecclesiastiche.

E tutti giù con invettive contro il Vaticano, le Crociate le suore e i preti.
Risultato pratico?
A giugno 2012 le banche esenti da IMU in quanto fondazioni no profit…
Con un piccolo paradosso: la Chiesa che tramite le proprie capillari diramazioni ossia le parrocchie aiuta quotidianamente le famiglie in difficoltà, additata come usurpatrice e privilegiata; le Banche, che hanno causato la crisi, trasfigurate in verginelle fondazioni no profit esenti dall’IMU.

Adesso il Ministro Profumo pensa e dice (senza contare fino a tre) che l’ora facoltativa di religione cattolica nelle scuole sia un qualcosa di superato in una società multietnica.

Chiaramente troverà applausi e popolarità.

Sono pronti i cori scontati del tipo: siamo ostaggi del Vaticano, qui comanda il Papa e altre amenità.

La nostra cultura, le nostre radici si fondano su di una tradizione e trasmessa lungo i secoli; valori e principi che partendo da una fede hanno valorizzato l’uomo, la persona umana.

La persona umana al centro della società: questa è la rivoluzione, la sfida lanciata in due millenni di Cristianesimo.

Il valore della persona umana così tanto disatteso da quelle Fondazioni no profit di cui Profumo rappresenta tutt’oggi gli interessi.

A proposito di società multietnica, caro ministro che ne dice di una bella gita scolastica a Islamabad a Tunisi o a Pechino? Senza scorte né auto blu. Le si schiarirebbero le idee.

Buon viaggio

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Opinioni