Raciti e il primo congresso Pd, Crocetta bacchettato
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Raciti e il primo congresso Pd, Crocetta bacchettato

Si è insediato oggi a Palermo il nuovo segretario regionale del Partito democratico, Fausto Raciti. Davanti all'assemblea dei Democratici, riunita al San Paolo Palace, il segretario parla del governo della Regione e del suo stesso partito "che fino ad oggi è stato vittima delle correnti". Riferendosi ai Democratici afferma che " a questa nave dobbiamo dare la bussola di un progetto politico e le vele nuove di una struttura organizzativa aperta, democratica, dinamica."

"Credo che questo sia il senso profondo di quell'unità così spesso invocata durante il nostro congresso e così anomala, guardando allo scenario nazionale, perché affonda le radici nella presa di coscienza della necessità assoluta di costruire il Partito democratico in questa regione, completare la più grande opera incompiuta della vita politica regionale". Raciti è critico con il governo Crocetta e non usa mezze parole: "La sfida del governo ci mette nell'inedita occasione di sfidare gli anacronismi, le rendite parassitarie, di immaginare un modello di sviluppo diverso per la nostra regione. Quindici mesi fa un uomo del Partito democratico, Rosario Crocetta, sostenuto da una coalizione inedita sul piano nazionale, figlia di trasformazioni profonde che hanno investito la politica siciliana, ha vinto le elezioni regionali diventando il primo Presidente di centrosinistra eletto direttamente dai cittadini della storia della nostra regione. Ha vinto in un contesto per molti versi inedito. Nel corso dei mesi, infatti, le difficoltà si sono fatte via via più grandi e più evidenti, come più evidente si è fatto il rischio di un isolamento del governo nei confronti di segmenti sempre più larghi della società siciliana: non basterà l'impegno antimafia a mascherare le difficoltà". "Le fragilità del Partito democratico in questi quindici mesi - ha detto ancora Raciti - hanno trovato corrispondenza nelle debolezze del governo. L'illusione delle correnti di potere fare meglio da se, in un continuo gioco di specchi, la debolezza del Pd, ha trovato un corrispettivo nell'idea del governo del presidente, chiamato dal popolo non ad esprimere e condividere un programma di governo, non ad assumere la responsabilità di indirizzo, ma a sostituire, nei fatti, i partiti e la giunta regionale. Nell'assumerci le nostre responsabilità oggi, però, siamo chiamati, tutti, a dare un contributo diverso. Se questo è stato il problema, la soluzione non può essere né un rimpastino, né la semplice stesura di un documento. La Sicilia ha bisogno di un governo nuovo e di partiti che si facciano fino in fondo carico di garantire il rapporto con le forze sociali e la società siciliana. È per questa ragione che il governo nuovo non può essere una formula politicista dietro cui nascondere un semplice rimpasto, ma l'occasione di una svolta nella quale anche il Pd è chiamato alla responsabilità di dimostrarsi partito e non sommatoria di correnti.

Per questa ragione chiediamo che il Partito democratico partecipi a questa esperienza indicando i propri uomini non nelle segreterie particolari dei singoli deputati ma nei propri organismi dirigenti, assumendo una responsabilità nei confronti del governo, dei propri elettori e di tutti i siciliani. Con la stessa determinazione chiediamo al presidente della Regione di convocare le forze politiche della coalizione ed indicare con chiarezza gli obiettivi e le modalità con cui formare un governo nuovo". Poi è la volta della questione morale come il caso dei "corsi d'oro" nella formazione, con lo scandalo messinese che ha coinvolto Francantonio Genovese. " Le recenti vicende che hanno colpito alcuni nostri dirigenti, quale che sia l'esito della vicenda giudiziaria in cui auguro loro di dimostrare la propria innocenza, hanno infatti il sapore non di un problema giudiziario ma di un problema politico legato ad un modo di costruzione del consenso clientelare che è fuori dal nostro recinto. Al capo opposto conviviamo con una cultura che teorizza il rapporto ancillare tra politica e procure, dove la prima accompagna le seconde, uniche detentrici della possibilità di riscatto della nostra terra". Crocetta, presente in sala, replica duramente: "Il segretario del Pd Raciti arriva adesso e non si è accorto che il governo nuovo esiste già. Il Pd vorrebbe un governo lottizzato dai partiti. Da parte mia nel novembre del 2012 ho evitato che venissero inseriti degli assessori del Pd protagonisti di inchieste".

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