Rapimento Denise, dopo nove anni assolta la sorellastra
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Rapimento Denise, dopo nove anni assolta la sorellastra

Il Tribunale di Marsala ha assolto Jessica Pulizzi, unica imputata del sequestro di Denise Pipitone, la sua sorellastra scomparsa il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo. I giudici hanno inflitto due anni all'ex fidanzato di Jessica, Gaspare Ghaleb, che era imputato solo di false dichiarazioni al pm.
Per Jessica Pulizzi la Procura aveva chiesto 15 anni, il massimo della pena, e per Ghaleb 5 anni e 4 mesi. Il Tribunale si era ritirato in camera di consiglio alle 11 di martedì dopo un processo durato tre anni e mezzo. L'assoluzione è stata pronunciata dal Trinunale, presieduto da Riccardo Alcamo, in base al secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale, cioè perchè "manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile".

Jessica Pulizzi, che oggi ha 26 anni e ne aveva 17 quando la sorellastra Denise scomparve, non era in aula al momento della lettura del verdetto. C'era invece Piera Maggio, madre di Denise, che si era costituita parte civile assieme a Piero Pulizzi, padre di Jessica e di Denise, nata da una relazione extraconiugale. La tesi della Procura, non accolta dal Tribunale, indicava il movente del sequestro proprio nel rancore di Jessica Pulizzi nei confronti della donna che le aveva sottratto l'affetto del padre.
Del Collegio, con il presidente Riccardo Alcamo, facevano parte i giudici Gianluigi Visco e Omar Gigi Modica. Il Tribunale è rimasto in camera di consiglio per 47 ore, e ha letto la sentenza nell'aula "Paolo Borsellino", affollatissima di pubblico e di giornalisti.

"E' una sentenza giusta che interviene all'esito di una lunghissima attività dibattimentale dove sono stati fatti tutti gli approfondimenti necessari". Lo ha affermato l'avvocato Fabrizio Torre, uno dei difensori di Jessica Pulizzi. L'altro difensore, Gioacchino Sbacchi, ha affermato a sua volta: "Dirò a Jessica di viversi la sua vita serena e continuare a lavorare e pensare alla sua bambina. E anche alla signora Corona, perchè no". Nel commentare poi la formula assolutoria, che richiama l'insufficienza di prove, Sbacchi ha aggiunto: "Non diciamo sciocche. L'assoluzione è assoluzione tanto che non può essere neppure impugnabile".

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