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Renzi a Palermo, tra fischi, applausi e selfie
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Renzi a Palermo, tra fischi, applausi e selfie

Fischi e applausi per il premier Matteo Renzi che ha parlato oggi intorno alle 19,15 da piazza Politeama a Palermo. Un intervento durato circa mezz’ora, inaugurato con la contestazione di alcuni precari e dei No Muos che hanno gridato in coro “buffone".
“Mi avevano detto che vi sarebbero stati fischi - ha commentato dal palco il premier -, ma io ho una notizia per voi: non ci fermeremo. Noi ci riprendiamo la piazza, senza paura”.

“Dobbiamo costruire un’Europa diversa” ha esordito Renzi, accompagnato sul palco dalla capolista alle Europee del Partito democratico, Caterina Chinnici, dal segretario regionale, Fausto Raciti, e da Davide Faraone.

“Abbiamo un'infrastruttura primaria: gli asili nido - ha proseguito Renzi -. Il Paese ha come obiettivo il 33% e la media nazionale è al 13,6, e la Sicilia è al 5,4. Quella degli asili nido è un'assoluta priorità. Se noi non raddoppiamo i dati degli asili nido in Sicilia, che vuol dire investimento nei servizi, non saremo credibili. Bisogna portare avanti la lotta alla dispersione scolastica, che qui è al 25%, il tempo pieno nelle scuole, l'investimento nei progetti per l'inclusione di giovani a rischio”.

"Mentre atterravo in quest'aeroporto che porta due nomi, quelli di Falcone e Borsellino che sono simbolo di legalità e martirio, ho pensato a quando a Genova sono andato ad inaugurare una scuola intitolata a Emanuela Loi. Queste persone che combattono per la legalità meritano il nostro rispetto".

Il premier torna anche sulle polemiche scaturite dai famosi 80 euro in busta paga: “Dare ottanta euro a chi prende mille e cento euro al mese non è un’elemosina - ha osservato -. Vuol dire restituire dignità a un Paese. Lo dico a chi ci insulta. Noi siamo quelli che restituiscono”.

Il segretario del Pd ha parlato anche di una nuova visione di politica europea: “Se decidiamo - ha aggiunto - che tutti i fondi europei investiti per scuola o rete a banda a larga sono fuori dai patti di stabilità questo è un bell'elemento di diversità. Se decidiamo che la parte di cofinanziamento nazionale dei fondi europei sta fuori dal patto di stabilità è una bella boccata di ossigeno. Siamo tra i principali contribuenti dell'Ue. La politica recessiva ha bloccato la crescita. Il tema sull'Europa che vogliamo è fondamentale: ne va di una capacità di spesa di decine di miliardi di euro e quindi di migliaia di posti di lavoro per i nostri giovani. C'è bisogno però che l'Italia affronti i propri problemi interni. La spesa pubblica in questo settore è stata frammentata e i soldi che andavano sui grandi progetti hanno conosciuto il dramma della pubblica amministrazione italiana e dei ritardi che tutti noi conosciamo: la Salerno-Reggio Calabria - ha concluso - costerà più della sonda Curiosity''.

Alla fine del comizio Renzi è sceso dal palco per stringere le mani ai simpatizzanti che erano nelle prime file del pubblico. Il giro si è trasformato in un bagno di folla, abbracci, baci e selfie di molti di quelli assiepati dietro le transenne.

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