Rieti-Catania 0-1: le pagelle rossazzurre
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Calapai man of the match

Rieti-Catania 0-1: le pagelle rossazzurre

PISSERI voto SV: Nel primo tempo subisce soltanto l’insidioso tiro su punizione di Maistro. Nella ripresa l’unico avversario che inquadra la porta è lo stesso Maistro, che timbra la traversa al 73°. In sostanza inoperoso, ma prolunga l’imbattibilità a quota 424’.

CALAPAI voto 8: E’ il match winner, con un gran tiro da fuori area che corona una corsa prorompente. Nella prima parte di gara cerca l’intesa con Manneh, provando ad innescare il gambiano. Ogni tanto si mette in proprio ed effettua dei traversoni, con uno dei quali, al 13°, mette in difficoltà Costa.

AYA voto 6: Ordinaria amministrazione nel primo tempo, durante il quale il Rieti è attendista. Nella ripresa ingaggia un personale duello con Gondo e soffre un po’, rimediando un’ammonizione e consentendo poi all’ivoriano di andare al tiro al 54° sugli sviluppi di un calcio piazzato. Superato il momento difficile, riprende il comando delle operazioni.

SILVESTRI voto 6: Si fa male al termine della prima frazione di gioco a seguito di uno scontro con Gondo. Fin lì non aveva sofferto gli attaccanti avversari, piuttosto timidi.
Dal 46° ESPOSITO voto 5,5: Entra dopo l’intervallo per sopperire all’infortunio di Silvestri. Come Aya e forse ancor di più soffre il rapido Gondo, che lo costringe ad un fallo da ammonizione al 66° (senza il quale l’ivoriano si sarebbe involato verso la porta difesa da Pisseri). Al 73° è ancora Gondo a sfuggirgli e mettere in mezzo il pallone che Maistro manda sulla traversa.

CIANCIO voto 6: Anche lui, nel primo tempo, cerca l’intesa col proprio compagno di fascia (in questo caso Marotta) e non poche volte la trova, contribuendo all’invio di traversoni in area. Più abbottonato nella ripresa.

G.RIZZO voto 6: E’ l’angelo custode di Lodi, un po’ come Gattuso lo era di Pirlo, facendosi trovare sempre accanto a lui, pronto a coprirlo quando pressato. Un’ora abbondante piena di sostanza, prima di far spazio ad Angiulli.
Dal 64° ANGIULLI voto 6: Entra per dare un po’ di brio al centrocampo in un momento della partita in cui il Catania ha bisogno di accelerare. Posizionato da mezzala sinistra, non si mette molto in evidenza, se non per un bel cross al 77°. Ma in generale i suoi movimenti aiutano in entrambe le fasi di gioco.

LODI voto 6,5: Giocando più basso entra più nel vivo nell’azione e fa quello che predilige, ovvero far girare il pallone. Con l’ingresso di Llama trova un “pari grado” con quale prova delle combinazioni pregiate. Non mette la firma sul match, ma a differenza di altre occasioni, dà un contributo costante ai compagni.

BIAGIANTI voto 6,5: Dei tre di centrocampo è quello che tende di più a sganciarsi ed allargarsi (a sinistra), anche per consentire a Marotta di accentrarsi. Sforna un bel cross al 20°. Nella ripresa, quando entra Angiulli, tocca a lui vestire lo scudo, lasciato in eredità da Rizzo, e conferma la propria familiarità con le mansioni da uomo d’ordine.

MANNEH voto 6,5: Si conferma una spina nel fianco, rendendosi pericoloso ogniqualvolta viene coinvolto dai compagni. Al 7° da una sua discesa nasce un assist per Curiale; al 38° con un pallonetto scavalca Costa consentendo al numero 11 di realizzare di testa (ma il gol viene annullato); al 41° guadagna una punizione da buona posizione. Per diventare ancora più forte deve imparare a proporsi anche in fase di non possesso, cosa che adesso non gli riesce bene e lo fa sparire dai radar quando ignorato, come accade nella ripresa, durante la quale, dopo essersi spostato a sinistra, riesce a proporre soltanto un traversone al 63°.
Dal 76° BRODIC voto 6: Gioca da esterno sinistro l’ultimo quarto d’ora, non riuscendo a rendersi pericoloso ma gestendo bene quei pochi palloni che gli arrivano.

CURIALE voto 5,5: Nel primo tempo gli capitano due palle gol, nate dai piedi di Manneh. La prima la spreca senza grosse colpe, considerando il muro eretto dal suo marcatore; la seconda è “viziata” da un appoggio su Gualtieri, che accentua la caduta e propizia l’annullamento del gol. Nella ripresa è poco incisivo e Sottil lo richiama in panchina.
Dal 64° LLAMA voto 6,5: Al netto di uno stato di forma non ancora all’altezza e di qualche errorino, col suo ingresso alza il tasso tecnico della squadra, mettendo in mostra colpi da categoria superiore. Bello il duetto con Lodi al 70°, concluso con un assist insidioso in area; pericoloso il tiro da fuori al 79°. Sulla strada del completo recupero.

MAROTTA voto 6,5: Confermato nell’atipico ruolo di esterno sinistro, è il più attivo dei suoi nella prima metà di gara. Al 16° va al cross, poi guadagna un paio di calci d’angolo ed anche un calcio di punizione, rendendosi pericoloso coi suoi continui tagli. Nel secondo tempo, dopo l’uscita di Curiale, torna a fare il centravanti, ma è ingabbiato nella morsa della difesa sabina. Generoso come sempre, gestisce il finale con esperienza e furbizia, pressando gli avversari e guadagnando utili punizioni o rimesse laterali.

All. SOTTIL voto 6: Decide di andare sul sicuro, confermando il canovaccio che gli ha garantito il cappotto interno rifilato alla Cavese. La partita e l’avversario di turno, però, sono diversi, e ne risente la capacità di creare occasioni con frequenza e finalizzarle, tant’è che i tre punti a casa li porta un’invenzione inattesa di Calapai. Nel complesso, però, si può dire che dal passaggio al 4-3-3 il gioco sembra essere migliorato, come anche gli stessi meccanismi tra i giocatori in campo.

RIETI voto 6,5: Ammirevole la gestione della gara da parte del portoghese Cheu, che nella prima parte si preoccupa unicamente di limitare il Catania, per poi sguinzagliare i rapidi Cericola, Vasileiou e Gondo nella metà campo avversaria, sfiorando il colpaccio con la traversa centrata da Maistro (la mente della squadra nonché il migliore dei suoi). Nonostante un livello tecnico piuttosto basso, con queste prerogative la squadra laziale ha tutte le carte in regola per giocarsi la salvezza diretta.

Arbitro MIELE voto 5: Due episodi piuttosto dubbi rischiano di compromettere la sua direzione. Si tratta del gol annullato a Curiale nel primo tempo (l’attaccante si appoggia su Gualtieri, il quale però accentua la caduta) e del rigore non dato agli etnei nella ripresa per una deviazione di mano di Delli Carri, apparsa evidente.

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