Riscossione Sicilia: per la Camera degli avvocati tributaristi il nuovo regolamento è illegittimo

Sulla tematica degli estratti di ruolo di Riscossione Sicilia, per i quali da gennaio 2018 l'ente di riscossione siciliano richiede costi di visura e di riproduzione anche se inviati via email, interviene anche la Camera degli avvocati tributaristi di Catania con una lettera indirizzata al Presidente di Riscossione Sicilia ed alla Regione Siciliana in cui si chiede l'immediata revoca del nuovo regolamento.

"In riferimento al Regolamento per la disciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi di Riscossione Sicilia spa - si legge nella nota - pubblicato ed attuato il 15 dicembre 2017, la Camera degli Avvocati tributaristi di Catania, nella persona del suo Presidente Avv. Giuseppe Sapienza, ha indirizzato una lettera a Riscossione Sicilia e per conoscenza alla Regione Siciliana, evidenziando la contrarietà di esso alla normativa nazionale in tema di accesso agli atti amministrativi di cui al D.Lgs. n. 97 /2016 (cci Foia - Freedom of information act), già in vigore a decorrere dal 23 dicembre 2016".

" Il Regolamento - prosegue la missiva della Camera - è stato adottato con determina dell'Amministratore Unico n.57 del 28/11/216 e, pertanto, non poteva tener conto della predetta novella. In particolare, il suddetto regolamento all'art.1 sancisce che il diritto di accesso deve essere motivato, all'art. 17 prevede il pagamento di somme sotto forma di diritti di ricerca e visura, anche in caso di trasmissione dei documenti a mezzo posta elettronica, oltre al rimborso dei costi di riproduzione dei documenti richiesti, ed infine all'art.12, comma 6, dispone che in caso di mancato pagamento delle predette somme si decade dal diritto di accesso e, per la durata di un anno, non si può più presentare una nuova domanda di accesso agli atti".

"Orbene - conclude la nota - le su enumerate disposizioni regolamentari appaiono illegittime siccome in contrasto con il diritto dì accesso agli atti generalizzato previsto dall'art. 6 del Foia (Freedom of information act), che ha modificato l'art. 5 del D.Lgs.n. 33/2013, ai sensi del quale l'istanza è gratuita e non va motivata e per cui l'Amministrazione può addebitare al richiedente solamente le spese per la riproduzione del documento su supporto cartaceo. Si aggiunga che, a seguito dell'introduzione del Foia (Freedom of information act), il diritto a conoscere gli atti della Pubblica amministrazione costituisce la regola e la mancata diffusione dei documenti ha natura eccezionale ha natura eccezionale in ipotesi precise, quali il segreto cli staro e le tutele commerciali, sulla base delle tassative previsioni di cui all'art.5 bis del D.Lgs.n.33/2013, così come introdotto dal D.Lgs. n. 97 /2016 cit., per cui l'accesso agli atti non può essere in altro modo ostacolato, tanto meno a mezzo della sanzione impropria della decadenza".

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