Salvini contestato a Palermo, lanci di uova e ortaggi
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Salvini contestato a Palermo, lanci di uova e ortaggi

Uova e insulti: è l'accoglienza riservata a Matteo Salvini per la tappa palermitana del suo tour in mezza Italia. "Si dovrebbe venir contestati per le idee, come lo stop all'immigrazione, su partite Iva, insomma non sulla forma ma sulla sostanza. Sulla sostanza sono disponibile a confrontarmi con chiunque. Sulla forma abbiamo già chiesto scusa per il tono del passato" ha detto il leader della Lega dopo che, all'esterno dell'albergo in cui era ospite, i manifestanti gli hanno lanciato uova e ortaggi.

"I siciliani - ha aggiunto- non sono bestie cui dare la biada, è gente con una testa, un cervello e un cuore". Parole che non hanno smorzato la rabbia del presidio di protesta che, nelle vicinanze dell'hotel delle Palme, ha scandito cori come "Lega ladrona, Palermo non perdona" e sventolato bandiere con i colori della Sicilia oltre ad aver innalzato cartelli con la scritta "orgoglio terrone", "Salvini vattene", "Je suis terun", "noi non dimentichiamo gli insulti contro la Sicilia" e "Salvini sta a Palermo come il dado alla caponata", riprendendo una scherzosa (ma non troppo) polemica innescata in Sicilia dallo spot di una marca di dado.

Ma a Palermo Salvini cerca soprattutto di fare campagna acquisti tra i grillini: "In Sicilia tanti ex esponenti o militanti del Movimento 5 Stelle stanno bussando alla porta della Lega" ha detto "Se non sono palesemente di sinistra cosa che spesso i grillini hanno come tratto distintivo, anche per loro le porte sono aperte". Poi è il momento dei consueti slogan del carroccio: sull'immigrazione che "sta arricchendo qualcuno con decine di milioni di euro"; su Mattarella ("lo valuterò e poi lo conoscerò. Sicuramente essere stato ministro con Andreotti, Amato e D'Alema non è la mia massima ispirazione") e sul presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, definito "una calamita' naturale".

Non risparmia Alfano, al quale, dice "alla prima occasione elettorale utile i siciliani e gli agrigentini sapranno rispondere adeguatamente" e Renzi. Sulla possibilità che i temi federalisti tornino al centro del dibattito politico, Salvini dice: "Renzi è il peggior centralista dal ventennio a oggi. Sta cercando di riportare nelle mani dello Stato tutto, dopo il ventennio c'è Renzi. Mi spiace soltanto che Berlusconi lo abbia aiutato in questi mesi".

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