Sant'Agata riabbraccia Catania
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Sant'Agata riabbraccia Catania

Con la celebrazione della messa dell’aurora e la processione “fuori le mura”, o il giro esterno, come è più noto tra i fedeli, sono entrati nel vivo a Catania i festeggiamenti per Sant’Agata. La città riabbraccia la patrona e comincia la lunga maratona: per due giorni migliaia di fedeli si stringeranno intorno al fercolo con le reliquie della Santa, preceduta dai 12 cerei che si sfideranno in ‘annacate’ e gare di resistenza.

Ecco il discorso integrale di monsignor Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale, all’inizio del giro esterno delle Sacre Reliquie di S. Agata. “Carissimi concittadini catanesi, e quanti ci seguite attraverso i mezzi di comunicazione da tante parti dell’Italia e oltre: Sant’Agata è in mezzo a noi! La giovane Agata si è svegliata presto questa mattina e si è rallegrata di incontrare i suoi amici devoti attorno all’altare per la celebrazione della Messa mattutina domenicale e adesso è pronta ad intraprendere il cammino per le nostre strade. Attraverso le sue reliquie, qui esposte e custodite, si rende presente a ciascuno ed ha certamente qualcosa da dire a noi che ci stringiamo intorno a lei. La giovane Agata è innanzitutto vicina ai giovani numerosi in questa piazza e tra i cordoni del fercolo. Agata, giovane per i giovani, si rivolge oggi a tutti e noi, pastori e popolo insieme, ci mettiamo in ascolto del suo messaggio.

Il Papa ci chiede di prepararci al prossimo Sinodo dei vescovi (ottobre prossimo) mettendoci in atteggiamento di ascolto nei confronti dei giovani, dunque mettiamo attenzione alla parola e alla testimonianza di vita della giovane Agata, facciamo memoria del suo martirio. Le virtù umane di Agata, la fede di Agata, il coraggio di Agata ci indicano la via attraverso la quale possiamo raggiungere la felicità che tutti giustamente desideriamo. Sappiamo tutti che il nome di Agata significa “Buona” e così Ella si presenta a noi: Agata-Buona. Mi piace pensare ai genitori di questa nostra concittadina che nel dare il nome alla propria bambina auspicavano che potesse diventare, crescendo, una donna dal tratto buono, donna buona. Questa stessa speranza hanno in cuor loro i genitori che alla nascita di un figlio/a gli/le danno il nome auspicando per lui/lei il meglio nella vita! Agata-Buona coltiva in cuor suo il sogno e le speranze dei genitori e nell’incontro con Gesù scopre che la possibilità unica di essere “Buona” è stare con Lui: “La mia persona è saldamente legata a Cristo […] La massima libertà e nobiltà sta qui: nel dimostrare di essere servi di Cristo ”.

Gesù solo è Buono e chi sta con Lui può essere buono. Nell’incontro di fede con Gesù Agata scopre che può realizzare la sua vita, può realizzare quello che il suo nome significa rimanendo legata saldamente a Cristo Signore. Come il tralcio è legato alla vite Agata è legata a Gesù, è sua amica, non lo lascia, non lo tradisce, non smette di rimanere con Lui neanche nelle violenze che subisce, anzi è proprio in questo stare unita saldamente a Gesù che trova il coraggio per una ferma scelta di vita: “Io confesso Cristo con le labbra e con il cuore, non cesso giammai di invocarlo”. Agata ci insegna che essere buoni oggi si può! Essere fedeli a Cristo oggi si può! Essere coraggiosi nelle scelte della vita oggi si può! Le virtù della bontà, della fedeltà, del coraggio nelle scelte si acquisiscono e si realizzano pienamente nell’incontro con Gesù. È la fede in Cristo, vissuta nella comunità cristiana, che ci abilita a fare scelte coraggiose come quelle di Agata: non ha paura dei potenti, non ha paura del dolore e della sofferenza, non ha paura della morte. Non è una donna paurosa, è una donna coraggiosa, piena di speranza e di vita: “Ho per Salvatore il Signore Gesù Cristo. Con la sola parola cura ogni ferita. La sola sua voce tutto ristora”.

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