Tar di Catania dà ragione ad un trattoria:
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Tar di Catania dà ragione ad un trattoria: "Schiaffo morale a Bianco"

La terza sezione del Tar di Catania ha ritenuto fondato il ricorso presentato dalla Trattoria del Cavaliere di via Gambino a Catania, che ha ritenuto ingiusta l’espropriazione della piazzetta antistante il locale, regolarmente pagata a suolo pubblico, da parte del Comune di Catania che aveva deciso di trasformarla in parcheggio installando al posto di tavolini e sedie, otto stalli per le auto.

Il Tar ha bacchettato l’amministrazione sottolineando che “quello in capo all’amministrazione non è un mero arbitrio nello stabilire, in presenza di molteplici operatori economici insistenti in zona, a chi accordare e a chi denegare il rinnovo, specie in una situazione risalente (per come incontestato tra le parti) ad almeno 16 anni, tale da aver ingenerato nel privato un legittimo affidamento”, soprattutto quando nella stessa zona “risultano essere stati accordati molteplici rinnovi di concessioni di suolo pubblico (non solo su marciapiede) ad altri operatori commerciali”.

I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato come il Comune di Catania avrebbe dovuto tenere in considerazione che “le esigenze di tutela dell’interesse dei residenti a parcheggiare nelle immediate adiacenze della propria abitazione devono essere attentamente comparate non solo con l’interesse economico dell’azienda ricorrente, ma anche e soprattutto con l’interesse al mantenimento dei livelli occupazionali (su cui si veda la consulenza di parte prodotta dalla ricorrente), la cui improvvisa cessazione, in una zona economicamente depressa e ad alto tasso di disoccupazione, avrebbe intuitivi, evidenti, drammatici riflessi sociali”.

Infine “il disagio discendente dalla difficoltà nel trovare posteggio per i residenti dell’area a ridosso di viuzze stette e anguste del centro storico stracolme di locali (così come aveva scritto il Comune all’atto dell’esproprio) non può legittimamente ovviarsi a carico di un solo operatore economico, negandogli del tutto (per di più in piena stagione estiva, e dopo 16 anni di rinnovi) l’utilizzo dello spazio esterno”, semmai, l’amministrazione avrebbe dovuto provvedere al decongestionamento “da spalmare su tutti i locali che contribuiscono al sovraffollamento del centro storico, quindi con un minimo sacrificio per ciascuno”.

Insomma provvedimento comunale bocciato su tutta la linea. Sulla questione è intervenuto il consigliere Manlio Messina, che si è intestato da subito la battaglia per la salvaguardia dei posti di lavoro visto che l’attività commerciale aveva già manifestato la volontà di voler chiudere i battenti. Abbiamo sempre sostenuto che otto stalli bianchi non possono assolutamente valere quanto otto posti di lavori – spiega – un’amministrazione non può discriminare chi merita la concessione del suolo pubblico, l’ennesima dimostrazione di una gestione incompetente del Comune che noi non possiamo più accettare. L’amministrazione adesso si attivi per rilasciare l’ordinanza che permetterà al ristoratore di poter lavorare onestamente su quella piazzetta come ha sempre fatto negli ultimi sedici anni”.

“Per fortuna non esiste soltanto un giudice a Berlino ma anche a Catania, che non solo sconfessa Bianco, ma lo schiaffeggia moralmente ricordandogli che Catania è in crisi economica e un posto di lavoro vale molto di più di un parcheggio” aggiunge l’europarlamentare Salvo Pogliese che ha seguito personalmente la vicenda. “Il giudice riconosce, al contrario di Bianco che vive nella sua torre d’avorio isolandosi dai reali problemi dei catanesi, che è superiore, come scrive nell’ordinanza, l’interesse al mantenimento dei livelli occupazionali in una zona economicamente depressa e ad alto tasso di disoccupazione. Ora Bianco - conclude Pogliese - abbia la dignità di chiedere scusa ai lavoratori per i giorni di angoscia che ha fatto vivere loro e provveda immediatamente a concedere il suolo pubblico al ristorante”.

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